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Banche

Commerz, ora Berlino tratta con Unicredit

Klingbeil vede Orcel. Il Ceo: “Incontro proficuo”. Toni più soft ma il governo difende il radicamento tedesco

Determinato Andrea Orcel, ad di Unicredit

La partita Commerzbank entra in una nuova fase. Il Ceo di Unicredit Andrea Orcel ha incontrato ieri a Berlino il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, in un faccia a faccia nel quale il governo federale ha messo sul tavolo le proprie priorità senza però rivendicare un ruolo diretto nella trattativa tra il gruppo italiano e la banca tedesca. Un cambio di tono rispetto alla netta opposizione manifestata nei mesi scorsi. «Continuiamo a respingere una procedura aggressiva e ostile, ma adesso siamo in un’altra fase. Si tratta di trovare la soluzione migliore per entrambe le banche», ha spiegato il portavoce del ministero delle Finanze, Maximilian Kall. «Sono grato al ministro Klingbeil per l’opportunità che mi ha offerto di illustrare le nostre priorità e di conoscere le sue per la prima volta», ha dichiarato Orcel in una nota parlando di «un primo colloquio proficuo e costruttivo, a cui ne seguiranno presto altri». A entrambe le parti, conclude Orcel, spetta «riflettere su questo primo incontro, affinché si possa trovare il modo di procedere nell’interesse di tutte le parti interessate e degli azionisti».

Berlino, infatti, non rinuncia alle proprie condizioni, ma prende atto che il confronto è ormai entrato nel terreno negoziale. Tre sono gli interessi indicati dal governo tedesco. Il primo è il ruolo di Commerzbank nel finanziamento delle piccole e medie imprese e del Mittelstand (ceto medio), considerato un elemento centrale per l’economia nazionale. Il secondo riguarda Francoforte, che Berlino vuole preservare come sede e piazza finanziaria di riferimento. Il terzo è l’occupazione: Commerzbank conta oltre 40mila dipendenti e il governo vuole evitare che l’integrazione produca licenziamenti.

Sul tavolo c’è anche il destino della partecipazione pubblica, poco superiore al 12%, che rende ancora il governo federale un azionista determinante. Berlino punta inoltre a conservare un’influenza nella governance e, secondo le indiscrezioni, a mantenere Commerzbank quotata a Francoforte e con un forte radicamento tedesco. Il confronto resta quindi complesso, ma il dato politico è che Berlino non parla più soltanto di bloccare Unicredit.

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