Se non è una resa, poco ci manca. La ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp (in foto), è intervenuta a Zurigo al Goldman Sachs Global Banking & Markets. Il suo tono, solitamente spavaldo, ieri però è sembrato più incline alla mediazione con l'ad di Unicredit, Andrea Orcel, che in virtù della quota posseduta, delle azioni già consegnate nell'ambito dell'offerta in corso e dai derivati ha già in pugno oltre il 50% del capitale della seconda banca tedesca. «Abbiamo sempre affermato di essere disponibili al dialogo e questo non è mai cambiato», ha detto la manager tedesca. «A volte non risulto simpatica, anche internamente, perché ripeto a tutti che se il management sarà convinto che un accordo amichevole» per un'aggregazione «sarà la cosa migliore per la società, lo faremo». Mentre una scalata ostile distruggerebbe valore: «Non siamo una banca che ha bisogno di essere ristrutturata, abbiamo mostrato una grande crescita negli ultimi mesi e questo può essere usato, se si è intelligenti, anche in caso di aggregazione». La condizione per andare d'accordo, aggiunge Orlopp, è «un premio significativo», ipotesi che a questo livello di adesioni potrebbe anche concretizzarsi con un eventuale rilancio di Orcel.
In verità, dopo che il governo tedesco ha deciso di non intervenire, l'unica arma per difendersi è diventata quella di cercare di innescare la reazione della BaFin (la Consob tedesca). L'accusa è che chi ha consegnato finora azioni è, in realtà, una controparte da cui Orcel ha acquistato i derivati: «La settimana scorsa, c'era solo un attore che partecipava all'offerta. Era Nomura. Questa settimana ce ne sono di più», ma si tratta di banche che, nella maggior parte dei casi, «sono persino collegate a Unicredit».
E poi c'è anche un amo lanciato al governo italiano: «Non bisogna dimenticare che se ci sarà un'aggregazione il mercato più grande» della nuova entità «sarà la Germania». Un'affermazione che riporta sulla scena lo spauracchio, più volte negato da Unicredit, di uno spostamento della sede centrale a Francoforte e o Monaco.