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Banche

Intesa-Mps, dal governo: “La scelta è del mercato”

Il presidente della Commissione Finanze alla Camera, Marco Osnato: “Stima per Lovaglio, ma non decide la politica. Cessione della quota? Non urgente”

Un aumento su misura per i fondiLa ricapitalizzazione da 5 miliardi che parte lunedìil retroscenaL'operazione azzera i vecchi soci che non aderiranno

Il futuro di Mps continua a rimanere al centro dei mercati, ma anche del dibattito politico. Dopo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, che aveva auspicato che Rocca Salimbeni non venisse «smembrata», ieri un’altra figura di primo piano di Fratelli d’Italia è tornata a esprimersi sul tema precisando la posizione del governo. Il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, «insiste molto sull’identità e sull’integrità di Mps, ho molta stima e credo faccia bene a evidenziare le qualità e le peculiarità dell’istituto senese, ma decide il mercato», ha dichiarato ad Adnkronos Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze alla Camera. «Quello che dice Lovaglio va considerato e penso che lo faccia anche con l’orgoglio di essere stato colui che l’ha salvata dai disastri delle gestioni precedenti. Poi è chiaro che il mercato fa le sue scelte e bisogna stare nel solco delle regole». L’istituto senese gode di buona salute e ieri ha rimborsato in anticipo un bond da 500

milioni in scadenza al 5 settembre 2027. Il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, intende resistere all’offerta di Intesa Sanpaolo, che osserva e manda avanti l’iter autorizzativo dell’offerta in silenzio senza curarsi delle dichiarazioni della controparte, che pure sta insistendo per trovare sponde anche sul fronte istituzionale, battendo sul tema della cessione delle 635 filiali che Intesa passerebbe a Unipol una volta completata la scalata.

Quanto alla cessione del residuo 4,9% che il Tesoro mantiene in Mps, Osnato ribadisce: «Nonostante le pressioni, soprattutto europee ma anche di una parte della politica italiana, affinché lo Stato uscisse velocemente da Mps, noi abbiamo ritenuto che fosse giusto farlo quando il mercato offriva le condizioni migliori». Quanto alle tempistiche: «non credo che questa sia l’urgenza primaria. Mi pare comunque che si vada in questa direzione». Osnato poi si sofferma su un altro aspetto, molto caro anche al ministro dell’Economia

Giancarlo Giorgetti, dicendo che la maggioranza è molto attenta al fatto che «una banca con queste peculiarità e con un legame così forte con i territori, principalmente quello toscano ma non solo, possa continuare ad avere, oltre alla propria immagine storica e identitaria, un ruolo importante nell’erogazione del credito alle piccole e medie imprese di quei territori».

Il governo non si è ancora pronunciato sull’operazione nell’ambito della procedura Golden Power. In passato, nel tentativo di scalata di Unicredit a Banco Bpm, l’esecutivo aveva approvato diversi paletti all’operazione, tra cui anche prescrizioni con al centro il tema del credito alle Piccole e medie imprese.

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