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Montepaschi, Lovaglio sfida Messina

Cda il 16 luglio con la proposta degli advisor per Bpm. Ok al riassetto Mediobanca

Montepaschi, Lovaglio sfida Messina
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Tutti i riflettori sono puntati a questa mattina, quando alle 8.30 il ceo di Mps Luigi Lovaglio tornerà a parlare dopo l'offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni. Il mercato si aspetta dichiarazioni su questo fronte, ma anche ragguagli riguardo alla proposta di fusione Mps-Banco Bpm. Lovaglio parlerà alla Ceo Conference di Piazzetta Cuccia dopo un cda di ieri che, secondo quanto raccolto, avrebbe vissuto alcuni momenti di forte tensione, nonostante le deliberazioni sulla riorganizzazione del gruppo Mps-Mediobanca siano alla fine giunte all'unanimità.

Il comunicato annuncia alcuni passaggi già trapelati nei mesi scorsi nel piano di riorganizzazione del gruppo approvato lo scorso 17 febbraio. Come previsto, nasce Mediobanca Spa, società non quotata posseduta al 100% da Mps a cui verranno conferite le attività di investment banking, le attività di private banking di fascia alta, le branch estere e la partecipazione del 13,2% in Assicurazioni Generali. La seconda, sono le nozze delle reti di consulenza finanziaria di Widiba e di Mediobanca Premier (ragione per cui ieri oltre a quello di Mps, anche i cda di Widiba e Mediobanca Premier si sono riuniti). In pratica, Mps scorporerà parte delle proprie attività a Mediobanca Premier, la quale girerà una parte delle attività ricevute a Widiba.

Intanto, spiega la nota, «proseguono i lavori di integrazione di Mediobanca in Mps e, come già annunciato, il perfezionamento delle operazioni di riorganizzazione societaria è previsto entro il quarto trimestre di quest'anno. Procedono, inoltre, con il supporto degli advisor, le attività di analisi e valutazione preliminare della proposta di una potenziale operazione di aggregazione da parte di Banco Bpm e dell'Offerta pubblica di acquisto e scambio notificata da Intesa Sanpaolo». Su questo fronte, il cda si riaggiornerà al 16 luglio quando gli advisor incaricati, Ubs e Bank of America, avranno messo a punto numeri e concambi da mettere sul piatto per arrivare a un'offerta in grado di accostarsi a quella di Intesa Sanpaolo.

Sta di fatto che il board, secondo quanto rivelano alcune fonti, avrebbe vissuto alcuni momenti di confronto acceso, se non di scontro. Non sono ancora placati gli animi della minoranza, che contesta a Lovaglio ritardi nella presentazione degli incartamenti da destinare alla Bce per integrare le due poltrone vacanti: le dimissioni di Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi sono avvenute ormai un mese e mezzo fa, ed è da allora che Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro attendono di essere integrati nel board. Un consigliere di maggioranza avrebbe inoltre proposto di attribuire un bonus a Lovaglio per indennizzarlo del licenziamento da parte del vecchio cda, circostanza che ha innescato la reazione compatta dei consiglieri di minoranza i quali hanno sostenuto la legittimità del provvedimento in quella fase. La proposta, quindi, non è stata approvata dal consiglio. Il confronto sarebbe stato spigoloso anche sul risiko bancario, in particolare per quanto riguarda il dialogo in corso tra Lovaglio e il numero uno di Bpm, Giuseppe Castagna.

Alla minoranza non sarebbe piaciuta la parificazione della lettera d'intenti di Castagna all'offerta concreta presentata dall'istituto guidato da Carlo Messina. Sta di fatto che il ceo vorrebbe insistere sulla strada che porta a Piazza Meda.

Questa sarebbe l'unica che permetterebbe a Siena di conservare un maggiore grado di indipendenza, ma c'è comunque un'offerta con un premio consistente da battere (quella di Intesa Sanpaolo) e il nodo della differenza di capitalizzazione tra Mps e Bpm (33 contro 23 miliardi) che renderebbero difficile una fusione «tra pari».

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