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Banche

Mps, gli enti locali: “Il Tesoro fermi la cessione delle quote”

Regione, Provincia e Comune in pressing. Chiesto un incontro urgente a Giorgetti

Un aumento su misura per i fondiLa ricapitalizzazione da 5 miliardi che parte lunedìil retroscenaL'operazione azzera i vecchi soci che non aderiranno

Mentre Mps cerca di trovare la quadra con Banco Bpm, l’offerta di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni prosegue inesorabile il suo percorso autorizzativo. A oggi, il gruppo guidato da Carlo Messina sembra essere in grande vantaggio. Ma mentre la partita del risiko sta per entrare nel vivo, Provincia, Comune e Regione Toscana ieri hanno chiesto un incontro urgente con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. «Il Governo fermi la vendita dell’ultimo pacchetto azionario di Banca Monte dei Paschi di Siena», ha chiesto ieri il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani riguardo alla vendita da parte del Mef della quota pubblica residua del 4,863% detenuta in Rocca Salimbeni. La regione e gli enti locali chiedono che, prima della cessione delle quote, il Tesoro ponga «come condizioni imprescindibili il mantenimento del management e delle funzioni di vertice a Siena dove Mps è nata, e piena garanzia occupazionale».

Il progetto di Intesa Sanpaolo e Unipol prevede che la prima cederà alla seconda 635 filiali di Mps dopo aver completato la scalata. L’intenzione del gruppo guidato da Carlo Cimbri è di creare un nuovo istituto, Banca Montepaschi, che poi si andrebbe a fondere con Bper. Ma gli enti locali guardano anche a una potenziale integrazione con Banco Bpm, che allo stesso modo mette in discussione la centralità di Siena: «Quattro pilastri che dovranno essere garantiti in qualsiasi operazione di riassetto o integrazione societaria», tra cui la tutela dell’occupazione, l’autonomia direzionale con il mantenimento delle funzioni centrali e del headquarter nel territorio senese e toscano e il sostegno all’economia locale.

Intanto, il risiko bancario si avvicina alla fase decisiva: tanto che il mercato si attende notizie entro il 6 agosto per la proposta di integrazione

Banco Bpm-Mps. Si tratta di una questione di tempo, visto che la proposta dovrebbe passare dalle assemblee degli azionisti (con esiti non scontati) mentre l’offerta di Intesa potrebbe partire già tra ottobre e novembre.

Intesa Sanpaolo, invece, il 29 luglio presenterà i suoi conti semestrali e in questa fase ha avviato una ricognizione tra i grandi investitori per sondare l’umore degli operatori rispetto ai contenuti dell’offerta. La banca prosegue inoltre i preparativi dell’assemblea del 10 settembre per l’aumento di capitale a servizio dell’opas, ed ha depositato i documenti tra cui la relazione illustrativa del Cda, e le relazioni di Ey e Deloitte

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