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Banche

Mps va al contrattacco su Intesa: offerta su Bpm e Banca Generali

Il cda si spacca, ma vota a favore dell’operazione che nasce con l’intento di sfuggire alla proposta pubblica d’acquisto di Ca’ de Sass. Si attende per oggi l’annuncio ufficiale al mercato

Un aumento su misura per i fondiLa ricapitalizzazione da 5 miliardi che parte lunedìil retroscenaL'operazione azzera i vecchi soci che non aderiranno

Via libera del cda del Monte dei Paschi alla doppia offerta di scambio su Banco Bpm e Banca Generali lanciata dall’ad, Luigi Lovaglio, come alternativa all’Opas di Intesa Sanpaolo. Le due operazioni sono state però approvate ieri a maggioranza da un cda spaccato. Ovvero con l’astensione di quattro consiglieri indipendenti - Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra e Paola De Martini (i primi tre eletti nella lista del cda e l’ultima in quella di Assogestioni) - che si sono dichiarati non adeguatamente informati sul tema e non in grado di esprimersi su tutta una serie di questioni, dai rischi del processo di integrazione alle sinergie rappresentate. Sono gli stessi consiglieri che nelle scorse settimane avevano scritto una lettera per lamentarsi apertamente di una gestione troppo personalistica dell’amministratore delegato. L’altro consigliere indipendente (che non aveva aderito alla protesta dei colleghi), l’ex numero uno di Intesa, Corrado Passera, si sarebbe espresso a favore del piano di Lovaglio. Va, inoltre, ricordato che il cda del Monte di ieri ha votato con due caselle vuote: dopo l’uscita di Fabrizio Palermo, che ha scelto di mantenere la guida di Acea, e la decadenza di Carlo Vivaldi, i loro sostituti designati, Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone (i primi due non eletti della «lista del cda» all’assemblea del 15 aprile), sono infatti ancora in attesa dell’ok della Bce necessario per essere cooptati nel Consiglio.

Anche il comunicato previsto dall’articolo 102 del Testo Unico della Finanza con cui si annunciano formalmente al mercato i dettagli e la struttura della contromossa di Lovaglio è stato approvato dal board con il voto contrario dei consiglieri astenuti e verrà diffuso questa mattina, prima dell’avvio delle contrattazioni di Borsa.

Mentre scriviamo dobbiamo, dunque, limitarci alle indiscrezioni usando il condizionale: la doppia offerta sarebbe accompagnata da un dividendo straordinario e verrà fatta in entrambi i casi con azioni Mps, con una possibile componente in contanti per Banca Generali, facendo diventare gli azionisti che vi aderiranno - e sempre se andrà in porto - soci del Monte. Il piano dovrebbe prevedere l’utilizzo di una parte della quota del 13,2% detenuta da Rocca Salimbeni attraverso Mediobanca in Generali che verrebbe distribuito agli azionisti (insieme a cash, per un valore di 4 miliardi) come incentivo ad approvare l’operazione in assemblea. Mps resterebbe comunque azionista del Leone con circa il 9 per cento.

Il vero banco di prova per la contromossa di Lovaglio sarà l’assemblea straordinaria (l’istituto senese è sotto passivity rule) che dovrà approvare le due operazioni con il voto favorevole di una maggioranza qualificata pari ad almeno i due terzi del capitale presente.

L’appuntamento con i soci è stato fissato per il 29 ottobre. Dopo, quindi, l’assise di Intesa Sanpaolo che verrà riunita il 10 settembre per dare il via libera all’aumento di capitale al servizio dell’offerta lanciata l’8 giugno il cui avvio dovrebbe essere tra ottobre e novembre. Per oggi è stato, intanto, convocato un cda straordinario di Banca Generali. Al Banco Bpm (che è anche azionista di Mps e all’assemblea di fine ottobre potrebbe o non presentarsi o presentarsi e non votare) le bocche restano cucite, così come quelle dei soci francesi del Crédit Agricole. A parlare ieri è stato invece Pierluigi Tortora, patron della Plt Holding che ad aprile ha riportato Lovaglio alla guida del Monte: «Le operazioni oggi sul tavolo dimostrano che la banca non è più chiamata semplicemente a difendere il proprio valore, ma può essere protagonista nella creazione di nuovo valore», ha detto ieri. Sullo sfondo, nelle sale operative ci si interroga su come Consob valuterà il doppio blitz da circa 40 miliardi di euro (quasi un terzo in più della capitalizzazione di mercato di Mps) messo in piedi in pochi giorni da Lovaglio che, per altro, aveva negato di avere in cantiere un’operazione. E se il banchiere ha mostrato i numeri dell’operazione per giustificarne il valore industriale ai vertici di Bankitalia prima di portarla ieri in cda.

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