Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:13
Banche

Ok della Bce, Unicredit trova altri 1,6 miliardi per il risiko

Approvato il “Danish compromise”. E per Mps cooptati i consiglieri Caltagirone e Brancadoro

Deciso Andrea Orcel, ad di Unicredit

Unicredit incassa un’ottima notizia dalla Banca centrale europea. Dopo un anno dalla richiesta, si vede riconoscere la sua caratteristica di conglomerato finanziario bancario-assicurativo il quale dà diritto al cosiddetto Danish Compromise: vale a dire lo sconto sull’assorbimento di capitale concesso alle banche per le partecipazioni di controllo in ambito assicurativo. «L’autorizzazione rafforza la posizione patrimoniale di Unicredit, generando un beneficio stimato di circa 52 punti base sul coefficiente Cet1, sulla base della situazione al secondo trimestre del 2026». Tradotto: significa che a Unicredit si libereranno circa 1,6 miliardi di risorse che adesso potranno essere riversate - qualora ci fosse l’occasione - anche sul risiko bancario. Lo sconto riguarda solo le partecipazioni ritenute di controllo, quindi attualmente non può essere ricompresa la quota dell’8,8% detenuta dal gruppo guidato da Andrea Orcel in Generali. Ma solo le compagnie Vita da poco riscattate e internalizzate dal gruppo, che l’istituto di Piazza Gae Aulenti intende fondere in una sola.

Sempre ieri, intanto, la seconda banca italiana ha acquisito una quota di minoranza in Vc Trade, piattaforma tedesca per i mercati del credito.

Intanto, ieri si è svolto il cda di Mps che ha cooptato - dopo quattro mesi di attesa e l’ok della Bce - i due consiglieri di minoranza Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro. Vanno a supplire i posti lasciati vacanti a inizio maggio dalle uscite di Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi riportando il board ad avere 15 elementi. Si chiude quindi una telenovela che ha visto picchi di tensione con la minoranza, attriti che sarebbero riaffiorati anche nel corso del board di ieri.

La banca guidata da Luigi Lovaglio sta lavorando per presentare entro questa settimana i documenti riguardanti le offerte su Banco Bpm e Banca Generali alla Consob. L’obiettivo sarebbe quello di far partire le offerte entro la metà di dicembre, ammesso che Lovaglio riesca a spuntarla nell’assemblea dei soci del 29 di ottobre. Ma anche al netto di un via libera, la strada che porta a Piazza Meda (che martedì riunirà il consiglio d’amministrazione) sembra essere in salita alla luce del fatto che il Crédit Agricole primo azionista non sembra per nulla allettato dall’operazione e per ora pensa di puntare sulle nozze con la sua controllata italiana. Quanto al fronte Banca Generali, ci sarebbe qualche spiraglio in più: nel senso che l’offerta tornerà sul tavolo del cda di Trieste il 30 settembre e per ora ha visto la compagnia assicurativa rimanere quanto meno aperta a valutare la proposta.

Nel frattempo, riguardo il processo alla vecchia gestione del Monte in corso a Milano, sono stati chiesti dalle pm tre anni per Fabrizio Viola e Massimo Tononi, all’epoca ad e presidente. L’accusa è di falso in bilancio per la semestrale del 30 giugno 2016, mentre si è chiesta l’assoluzione per tutti gli altri reati contestati.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.