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Banche

Revolut macina clienti in Italia. Il ceo Storonsky: “Diventeremo una Big Tech”

La fintech britannica supera quota 6 milioni di clienti nella Penisola e prepara novità tra Atm per prelievo contanti e mutui

Bacchettata a Revolut: "Troppo pochi controlli"

Revolut trova ancora terreno fertile di crescita in Italia superando di slancio i sei milioni di clienti. A dare benzina alla crescita in termini di clienti è l’effetto Iban italiano che ha semplificato la possibilità di accredito dello stipendio, così come la remunerazione della liquidità prevista per i nuovi clienti. Il Belpaese rappresenta il quarto maggior mercato mondiale per la fintech britannica e il tasso di crescita dei correntisti è superiore a quello della vicina Spagna. “L’Italia è diventata uno dei principali motori di crescita di Revolut in Europa, sia per i servizi dedicati ai privati che alle aziende - asserisce Ignacio Zunzunegui, Head of Growth per il Sud Europa di Revolut – e continueremo a investire in Italia, ampliando i nostri prodotti, le partnership e le competenze locali per sostenere questa nuova fase di espansione”.

Anche il successivo traguardo dei 7 milioni di clienti è atteso in tempi decisamente rapidi. “Riteniamo di poter aggiungere un altro milione di clienti nei in primi mesi del 2027 – confida al Giornale Nicola Vicino, direttore generale di Revolut in Italia. Guardando più in là nel tempo l’ambizione è diventare la prima banca in Italia nell’arco dei prossimi dieci anni “e continueremo ad ampliare la nostra offerta locale per raggiungere questo obiettivo”. Nel concreto tra le novità a cui la neobanca britannica sta lavorando all’introduzione anche in Italia degli sportelli ATM, già introdotti in Spagna lo scorso anno e che sono pensati come “eccezione” al dogma cashless delle realtà digitali. L’obiettivo dichiarato della fintech è convincere gli italiani a usare Revolut come conto corrente principale. Vicino spiega come già alcuni clienti lo stanno facendo in termini di utilizzo quotidiano per i pagamenti e il trasferimento di risorse per sfruttare la remunerazione della liquidità. Un altro tassello a cui la fintech sta lavorando è l’introduzione dei mutui, che però appare non vicinissima. Per quanto riguarda invece i servizi legati agli investimenti, oggi la priorità strategia è quella di introdurre il regime amministrato.

La crescita della più grande fintech del Vecchio Continente non si specchia solo nel numero dei correntisti: è più che raddoppiata (+116%) nell’ultimo anno la fetta di clienti che accreditano lo stipendio sull’app, mentre l’ammontare sui depositi ha superato quota 1,2 miliardi di euro, quasi quadruplicati in un anno, crescendo quindi più velocemente di quanto cresce la base clienti, “a conferma che sempre più persone ci stanno utilizzando come conto di riferimento”, specifica Vicino che rimarca come ancora oggi il canale di acquisizione di nuovi clienti è il passaparola (“Più la gente ci utilizza come conto primario, più l’effetto moltiplicatore si evidenzia”). Inoltre, la neobanca sta spingendo con forza sulla conversione degli utenti verso i piani a pagamento che permettono una maggiore marginalità; e nell’ultimo anno l’adesione ai piani a pagamento è aumentata del 60%.

“A nostro avviso la domanda di servizi digitali è molto più ampia di quella che noi siamo riusciti a catturare e vediamo quindi ampissimo margine di crescita. So che questi piani di

risiko acquisizioni portano via tempo, energie e programmi di trasformazione. Il mio punto di vista da responsabile Revolut non ci dispiace che le banche tradizionali dispensino risorse ed energie sull’acquisto di filiali fisiche e meno sulla crescita nel digitale”.

Il ceo Storonsky: “L’ambizione è diventare una Big Tech”

Oggi a parlare è stato anche il co-fondatore e ceo di Revolut, Nik Storonsky, intervistato a Exor sul palco di Wave a Torino da John Elkann, amministratore delegato di Exor. “Mi piacerebbe che Revolut diventasse una grande azienda tecnologica globale, con un ruolo sempre più significativo nella vita delle persone. Non dovremmo limitarci a pensare a Revolut come a un fornitore di servizi finanziari. Possiamo immaginare una piattaforma che accompagni le persone in molti aspetti della loro vita quotidiana, offrendo servizi integrati e un’esperienza semplice”.

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