Intesa Sanpaolo lancia un nuovo piano da 20 miliardi per le imprese italiane più piccole, quelle di Confcommercio, Confartigianato e Federalberghi. E l’operazione assume una doppia valenza. Da un lato è un segnale del sostegno a quelle migliaia di imprese, spesso familiari, strozzate dalla crisi energetica. Dall’altro, nel pieno dell’Opas lanciata da Intesa su Mps, è una prova dell’attenzione per i territori, dove le piccole imprese del terziario sono capillari. Non a caso Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei territori, nel presentare l’accordo, ha ribadito che «siamo radicati da sempre nei territori di tutto il Paese» e che «quello che facciamo noi, non può farlo un istituto molto locale». Parole che sembrano rispondere a chi ha sollevato perplessità sulla capacità di Intesa di operare nel territorio di elezione del Monte dei Paschi di Siena con la stessa capillare efficienza. Così, Intesa mette a disposizione 20 miliardi per nuovi finanziamenti in innovazione, digitale e riqualificazione, oltre a farsi carico del pagamento di interessi per la prima rata dei finanziamenti e per l’ultima di 2027 e 2028, e agevolare i pagamenti digitali dei commercianti con l’azzeramento delle commissioni per ogni transazione Pos di importo fino a 20 euro. Solo quest’ultima agevolazione vale 100 milioni nell’arco di 14 mesi, mentre il taglio delle rate rappresenta un risparmio medio di 600 euro per ogni impresa finanziata.

Commenti