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Banche

Unicredit al tavolo del risiko. “Potrebbe comprare in Italia”

Lo studio Mediobanca: “Orcel ha una quota di mercato sotto il 10% nel nostro Paese e deve consolidarsi”. Le ipotesi Mps, Bpm e Banca Generali. Esclusi rallentamenti per l’offerta Intesa su Siena

Commerz, Berlino dialoga con Orcel

Unicredit è impegnata su Commerzbank, ma non ha accantonato l’idea di fare qualcosa in Italia. Il ceo Andrea Orcel (nella foto) incontrerà il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil il 14 settembre, ma nel frattempo sulla sua scrivania corrono i dossier.

Il banchiere romano ha più volte ripetuto di essere «spettatore» del risiko italiano, ma anche il numero uno di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha detto più o meno le stesse cose prima di muovere su Mps. Un report di Mediobanca, che ormai fa parte del gruppo di Rocca Salimbeni, evoca una scenario interessante: «Con una quota di mercato inferiore al 10%, crediamo che una mossa di Unicredit sia ormai necessaria per consolidare il posizionamento della banca nel suo mercato domestico». La parte più interessante, però, arriva dopo quando si definisce imminente l’approvazione del Danish Compromise (lo sconto sull’assorbimento del capitale per le banche che investono in assicurazioni) sulle proprie partecipazioni. Questo libererebbe capitale e amplierebbe il ventaglio delle opzioni. Mediobanca rimane coperta, ma scrive che alcune operazioni in Italia non solo non sarebbero incompatibili con Commerz, ma anzi sarebbero «accrescitive» o comunque «non penalizzante» in riferimento al Cet 1. Quali? Il report non lo esplicita, ma tutti gli indizi portano a Mps (con un’eventuale operazione in azioni e concambio favorevole), Banco Bpm (se a Unicredit fosse concesso lo sconto danese) o anche sull’asse Generali-Banca Generali con il Leone a conferire azioni in cambio di una partecipazione nel nuovo gruppo.

Intanto, fonti vicine al dossier Intesa Sanpaolo-Mps, definiscono come «fisiologiche» le interlocuzioni in corso tra la Consob e Ca’ de Sass. «Non rallenteranno il processo in corso» dell’Opas su Mps. con Intesa che «risponderà» ai chiarimenti richiesti al fine di definire quanto prima il procedimento di approvazione del documento di offerta, «nei tempi programmati». Alla luce di questa situazione, le stesse fonti ritengono che il percorso dell’offerta dovrebbe procedere «in modo regolare e senza alcuna interferenza da parte delle due Ops annunciate da Mps». Queste ultime, «non potranno produrre alcun effetto in mancanza dell’autorizzazione assembleare di Mps» alla luce della passivity rule e «non è invece da escludere» che siano loro a «subire rallentamenti e sospensioni, tenuto conto dei numerosi profili di criticità autorizzativi e degli ulteriori elementi segnalati con gli esposti». In serata, però, fonti di Mps escludono intoppi per le Ops su Bpm e Banca Generali.

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