Nel mondo della finanza nulla succede per caso. E così la nuova bordata del governo tedesco alle ambizioni di Unicredit su Commerzbank ha un tempismo chirurgico. Oggi la premier italiana Giorgia Meloni incontrerà in un vertice bilaterale il cancelliere tedesco Friedrich Merz, un faccia a faccia dove si parlerà di molte cose ed è possibile che anche la vicenda Unicredit venga affrontata. Ieri il governo federale ha ribadito alle agenzie di stampa la sua posizione contraria a un'acquisizione di Commerzbank del gruppo guidato da Andrea Orcel. La cancelleria continua a puntare sull'indipendenza di Commerzbank, ha dichiarato un portavoce del ministero delle Finanze. La ceo della seconda banca tedesca, Bettina Orlopp, ha disegnato un piano ambizioso per allontanare le mire del rivale, che pure ha beneficiato in quanto azionista con una quota del 26% (e 29% potenziale) della generosa politica di remunerazioni. «Il governo federale continua a puntare sull'autonomia di Commerzbank», ha affermato il portavoce, sottolineando che Berlino «accoglie con favore gli obiettivi ambiziosi annunciati lo scorso anno dalla banca, anche nell'interesse dei dipendenti». Secondo l'esecutivo guidato da Merz, che certo non vuole mollare la presa anche per questioni di consenso politico, «l'andamento di Commerzbank resta positivo». Da ambienti governativi viene inoltre ricordato che la posizione di Berlino era già stata chiarita nei mesi scorsi. «Il governo federale ha reso noto lo scorso anno che un'operazione ostile da parte di Unicredit è inaccettabile», precisando che ciò vale «in particolare quando si tratta di una banca di rilevanza sistemica come Commerzbank». Dal canto suo, Unicredit non sembra intenzionata ad accantonare le sue mire, anche in funzione del fatto che se Orlopp centrasse gli obiettivi potrebbe arrivare a incassare sotto forma di cedole circa 800 milioni nel 2027. Quindi la permanenza nel capitale è remunerativa per il gruppo italiano, con tanto di via libera delle autorità competenti per salire fino al 30 per cento.
Intanto, sempre sul fronte bancario italiano, ieri il consiglio d'amministrazione di Mps ha rinviato la decisione sul regolamento per la lista del cda preparato dal Comitato nomine. Ieri il board «su indicazione del presidente Nicola Maione, con il consenso di tutti i Consiglieri», si legge sulla nota ufficiale, ha «deciso di effettuare ulteriori approfondimenti per giungere all'approvazione del regolamento in tempi rapidi e con una chiara formalizzazione delle regole di governance, in vista dell'Assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 4 febbraio per l'approvazione delle modifiche statutarie». È stata fissata una nuova riunione consiliare per mercoledì 28 gennaio per arrivare a una conclusione. Sul tavolo, in particolare, c'è la posizione dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio, coinvolto suo malgrado nell'inchiesta della Procura di Milano sul presunto concerto durante la scalata a Mediobanca. L'orientamento sembra portare a un'esclusione di Lovaglio dal voto sui nomi della lista del cda, cosa che comunque non preclude a un suo inserimento tra i candidati e quindi a una riconferma come amministratore delegato. Partita, quest'ultima, che rimane ancora in bilico anche per divergenze sul futuro di Mediobanca.
Rocca Salimbeni ha pubblicato anche il calendario finanziario, con un cda fissato peri il 9 febbraio per l'approvazione dei conti 2025.Ieri la società dei fondi Anima ha scelto il suo amministratore delegato: su indicazione di Bpm lunedì il cda voterà la nomina del presidente di Eurizon Saverio Perissinotto.