Un’informativa ad ampio spettro, dall’Europa alle opportunità italiane collegate al risiko bancario. Ieri il consiglio d’amministrazione straordinario di Unicredit ha affrontato numerosi argomenti: tra i dossier più interessanti ci sarebbe stata anche la questione Banca Generali, la società del risparmio gestito controllata da Generali. Il gruppo guidato da Gian Maria Mossa, che ha un’importante rete di consulenti finanziari e produce anche fondi d’investimento, interessa al numero uno di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel. L’idea potrebbe essere fare rientrare l’operazione, che non sarebbe imminente, nell’ambito di accordi commerciali più ampi con Trieste. In Italia, Unicredit è in corsa per Banca del Mezzogiorno e Cassa di Orvieto. Orcel guarda con attenzione al nuovo assetto in Generali (dove Unicredit coabita come socio con Intesa), si guarda con interesse ai principali nodi del riassetto: da Banca Generali-Crédit Agricole fino a Intesa Sanpaolo-Mps. Qui c’è molto interesse non solo per pacchetti di filiali eventualmente da cedere per motivi Antitrust, ma anche per le cosiddette «case prodotto». Il faro è sia sul credito al consumo (si veda Compass), sia sul risparmio gestito (potrebbe interessare Anima). Si tratta di ipotesi, ma dall’inizio del 2027 Unicredit riuscirà a smarcarsi dal mercato russo (era stato una zavorra ai tempi del tentativo di scalata a Banco Bpm) e tutto diventa possibile. Prosegue intanto il cantiere Commerzbank, dove il governo di Berlino nei giorni scorsi ha ribadito la condizione della sede a Francoforte e del sostegno alle piccole e medie imprese tedesche. Ieri Unicredit ha notificato l’operazione con Commerz a Bruxelles, la Commissione europea dovrà pronunciarsi entro il 16 novembre. Tra le decisioni di ieri anche il posticipo del cda per la trimestrale, che era in calendario il 21 ottobre ed è stato nuovamente fissato per all’8 novembre (con pubblicazione dei conti il giorno successivo). Il cambiamento di date è reso necessario dal percorso verso il consolidamento dell’istituto tedesco.
Intesa Sanpaolo, nel frattempo, incassa anche il supporto di Enasarco per la sua offerta su Montepaschi. La cassa degli agenti di commercio sarebbe pronta a portare il suo 1% all’offerta del gruppo di Carlo Messina. Circolata anche la lettera d’impegno di Delfin, primo azionista di Mps, che ha detto di aderire all’Opas di Ca’ de Sass «purché l’offerta non sia dichiarata decaduta» o «inefficace». Delfin avrà la possibilità di poter aderire ad una eventuale offerta concorrente a quella di Intesa. Intanto, sul fronte Mps rimane in calendario il cda del 15 ottobre, in attesa di scroprire le indicazioni di voto dei proxy advisor verso l’assemblea del 29 ottobre. Ieri sera la Bce e Bankitalia hanno autorizzato Unipol a salire oltre il 20% di Bper e a prendere il controllo, con alcune raccomandazione e la richiesta di presentare un piano di integrazione. Anche l’Ivass ha dato il suo nulla osta.
