Bayer Cropscience In crescita il semestre dell’agrochimica spinto da Cina e Usa

Crisi? Macchè. Se mai il margine operativo lordo del 25% del fatturato ottenuto nel 2008 diventa «un obiettivo ambizioso, ma non irraggiungibile» - ha detto ieri Friedrich Berschauer, presidente del consiglio direttivo Bayer CropScience, l'area del gruppo tedesco che opera nel settore agricoltura. Così il fatturato del primo semestre 2009 è salito del 4,8% da 3,78 a 3,97 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2008 (quando sui 12 mesi aveva raggiunto il livello record di 6,4 miliardi), grazie soprattutto ai mercati nord americano e asiatico. Ma la partita di Bayer CropScience si gioca ora non tanto sul tavolo dei risultati finanziari, quanto su quello della «seconda rivoluzione verde», come l'ha chiamata Berschauer. Il grosso del fatturato semestrale, infatti, è dato dall'agrochimica (3,27 miliardi su 3,97), lasciando alle biotecnologie «solo» 700 milioni. Ma se si vanno a vedere gli incrementi percentuali, l'agrochimica è salita del 4%, mentre le biotecnologie hanno compiuto un balzo del 19,1 per cento. E il futuro sta nelle nuove sementi che dovranno dare rese sempre più alte e piante sempre più resistenti non solo agli insetti e alla malattie, ma anche ai prodotti chimici come i diserbanti.

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