Ogni anno nel nostro Paese si registrano 362mila - 390mila nuove diagnosi di cancro. Circa mille diagnosi di cancro al giorno. Un dato che, sebbene ultimamente vicino alla stabilizzazione o al calo, continua a preoccupare. Questo ci rende consapevoli del fatto che la battaglia contro la malattia è tutt'altro che vinta.
Affrontare una diagnosi di cancro è forse una delle prove più difficili nella vita di un essere umano. La parola "tumore" fa paura, genera terrore, sconforto, ansia, addirittura rabbia. In molti la percepiscono come una sentenza. Altri vengono letteralmente travolti dalla nuova condizione, vedono la propria vita gettata all'aria. Tutto cambia e non c'è modo di impedirlo.
È importante comprendere che non esiste un modo giusto o sbagliato di affrontare una diagnosi di cancro. Ciascuno reagisce alla propria maniera. Non esiste il meglio, o il peggio. Esiste, piuttosto, la comprensione.
La Fondazione Veronesi, da sempre impegnata nella lotta contro il cancro e perennemente al fianco dei pazienti, ha condiviso online i consigli su cosa fare e cosa evitare. Sottolineando, però, che tali informazioni non sostituiscono il parere di un medico specialista.
Tra le varie reazioni alla diagnosi c'è il rischio che insorga la negazione. Inizialmente negare la malattia o non darle l'importanza necessaria può sembrare efficace, ma è un aiuto di breve durata. Emozioni come ansia, paura e depressione possono emergere in un secondo momento, e con maggiore forza.
Accettare la malattia e decidere di affrontarla viene invece considerato un punto di svolta. Quando si parla di "accettare" non significa "rassegnarsi". Significa, piuttosto, essere consapevoli del proprio stato di salute, non combatterlo in maniera aggressiva, e trovare un nuovo equilibrio che accompagni nel processo di cura e di guarigione. In questo modo il paziente elabora una nuova routine che tiene in considerazione tutte quelle problematiche generate dal tumore.
Raggiungere l'equilibrio non è facile, e non esiste un metodo giusto. Si tratta di una condizione a cui ogni paziente arriva seguendo un proprio percorso.
C'è chi ha bisogno di conoscere bene la malattia e il percorso terapeutico. In questo caso, non si deve avere timore di chiedere, di informarsi, di rivolgersi più volte al proprio medico di riferimento e anche a degli specialisti. Altri, invece, hanno necessità di condividere. Trovano sostegno nel conforto dei familiari o degli amici. Hanno bisogno di parlare, di affrontare i colloqui e gli esami insieme a una persona di fiducia.
Per aiutare i pazienti, gli esperti del National Cancer Institute hanno indicato alcuni punti da seguire per affrontare il difficile momento della diagnosi. Ancora una volta, è bene ricordare che la strategia suggerita non sostituisce il parere di un medico specialista al quale è importante rivolgersi in caso di bisogno.
Gli esperti del National Cancer Institute consigliano di esprimere sempre le emozioni, non colpevolizzarsi per la malattia e non obbligarsi ad essere ottimista.
Viene inoltre suggerito di mettere in atto tutte quelle tecniche di rilassamento a disposizione, come la meditazione. L'attività fisica è consigliata. I pazienti vengono invitati a concentrarsi sugli aspetti controllabili della vita e a imparare a gestire gli effetti collaterali delle cure.