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Borsa e mercati

Auto tedesca, idea dazi su ibride cinesi

Le tariffe Usa al 50% sui veicoli dal Canada colpiscono il titolo di Stellantis. E il ceo di Volkswagen incontra i sindacati

Volkswagen dimezza i modelli carte, coperte sui 120mila esuberi

Il nodo dei dazi continua a rappresentare un grosso problema per il settore automotive. Da una parte c’è il mancato accordo tra Usa e Canada: il prossimo gennaio vedrà così salire al 50% le tariffe doganali su auto, camion, furgoni, componentistica e acciaio canadesi. Immediate le ripercussioni sul titolo Stellantis (-4,77% a 4,42 euro), mentre crescono i timori sul destino dell’impianto di Brampton (Ontario). Dall’altra parte c’è chi, in Germania, il cui comparto automobilistico è in ginocchio, chiede l’applicazione urgente di dazi anche sui veicoli ibridi cinesi, quelli che vanno per la maggiore, visto che le tariffe doganali riguardano dal 2024 solo le vetture elettriche. A proporre la tassazione sono Olaf Lies (Spd), ministro-presidente della Bassa Sassonia, e Sebastian Lechner, capogruppo Cdu dello stesso Lander, tra l’altro azionista forte di Volkswagen. Di parere diverso, invece, è il ministro dell’Economia della Sassonia, Dirk Panter (Spd), che propone l’ingresso di capitali cinesi e l’avvio di joint venture, in linea con le «aperture» del ceo di Volkswagen, Oliver Blume. Risultato: a regnare è sempre il caos.

C’è da tenere comunque presente che nonostante i dazi fino a un massimo del 45% sulle macchine elettriche del Dragone, in Europa a luglio i marchi di Pechino hanno conquistato quote record di mercato con l’offerta a batteria. A giocare a loro favore, soprattutto i crescenti rincari dei prezzi di benzina e Diesel. Da oggi, intanto, partono gli incontri del ceo Blume con le maestranze del gruppo Volkswagen. I dipendenti e le loro famiglie sono «preoccupati» a causa della «comunicazione esterna disastrosa giunta dal Cda». Lo stesso Blume ha dichiarato che «Volkswagen e l’intera industria automobilistica tedesca stanno attraversando il periodo di maggiore turbolenza della loro storia». Si preannuncia un piano di tagli dei costi senza precedenti.

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