Con i prezzi dei carburanti alle stelle, tra benzina e Diesel, l’opzione Gpl (gas di petrolio liquefatto) è tornata al centro dell’attenzione degli automobilisti. Anche nel caso del Gpl si è assistito a un aumento dei prezzi al litro, ma un’inezia rispetto ai carburanti tradizionali. Il rincaro di circa il 10%, rispetto allo scorso febbraio, ha portato il litro di Gpl a costare 0,77 euro. Inoltre, dallo scorso 29 luglio, è possibile accedere agli incentivi per l’installazione del retrofit (kit che consente a un veicolo circolante, con omologazione non inferiore a Euro 3, di essere alimentato con il Gpl) con benefici ambientali, sui consumi e a livello di costi. «Dal punto di vista delle emissioni - informa Assogasliquidi Federchimica - con il Gpl la riduzione della CO2, rispetto alle alimentazioni tradizionali, arriva al 15% in più, e considerando il Diesel, l’abbattimento degli ossidi di azoto fino all’88% e fino al 92% per le polveri sottili».
La risposta del mercato italiano, dove il Gpl va per la maggiore, è stata positiva in luglio: vendite di vetture a doppia alimentazione (carburante più Gpl) in crescita del 10,77% per una quota pari al 10,73%. Negativo invece il dato da gennaio: -18,47% per una quota del 6,25% (-2,28%). «La ripresa in luglio del Gpl - spiega Dataforce Italia - è avvenuta grazie soprattutto all’offerta di Dacia e Renault, tornate a sfiorare una quota dell’11% a fronte di un cumulato 2026 del 6,8%». Oltre ai modelli bi-fuel (carburante più Gpl), il mercato propone anche vetture tri-fuel (carburante più elettrico più Gpl) secondo le varie esigenze.
«Nessuno oggi può prevedere con certezza quale sarà l’andamento dei mercati nei prossimi mesi - commenta Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi Federchimica - e proprio per questo è necessario mantenere uno sguardo realistico. Ciò non toglie che il Gpl continui a rappresentare una delle migliori alternative. Parliamo, infatti, di una soluzione conveniente, disponibile su tutto il territorio e con importanti benefici ambientali». L’augurio del settore è che cambi la regolamentazione Ue con una maggiore attenzione ai veicoli a basse emissioni. Lo stato dell’arte vede, infatti, le auto a Gpl penalizzate dalle norme di Bruxelles con il conseguente condizionamento delle strategie produttive. «Per questo - sottolinea Cimenti - auspichiamo in tempi rapidi la piena affermazione del principio di neutralitá tecnologica».
