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Borsa e mercati

Il debito IA falcia le Borse e Technoprobe brucia il 10%

Il nervosismo sull’indebitamento e le aspettative di crescita scuotono i produttori di semiconduttori, mentre anche la crescita record dei ricavi di Anthropic (+56%) delude gli investitori

Dario Amodei, nel corso della prima Industry Stakeholder Conference del B7, Verona, 13 Marzo 2024. ANSA/ RICCARDO BORTOLOTTI (NPK)

Quando i semiconduttori scricchiolano, i mercati globali tremano e ieri ne è stato l’esempio perfetto. Infatti, come è stato ricordato in questi giorni dal Fondo monetario internazionale, le economie globali si stanno dimostrando molto resilienti nonostante la crisi energetica, ma la causa ha un nome chiaro: intelligenza artificiale. E appena questa vacilla, allora le Borse iniziano a perdere i pezzi.

L’impennata dell’indebitamento alla base del boom dell’intelligenza artificiale, dopo la pubblicazione dei dati dell’inflazione Usa a 3,7%, ha innervosito gli investitori, portando a una correzione generica sui titoli globali del settore dei semiconduttori. Come sempre la scossa parte dagli Stati Uniti, con Nvidia e Intel che hanno chiuso mercoledì sera in negativo, rispettivamente del 2,2% e del 5,2 percento. Poi è iniziato il domino. I produttori di chip sudcoreani SK Hynix e Samsung Electronics, hanno registrato cali rispettivamente dell’11,1% e del 9,5%. In Giappone, l’indice Topix è sceso del 2,4%, con SoftBank, investitore in OpenAI, in calo del 9,3% e il produttore di semiconduttori e memorie Kioxia che ha perso il 12,3%. In Europa, i pochi titoli tecnologici di rilievo della regione sono stati sottoposti a pressioni, come l’olandese Asml che ha bruciato il 4,2%. E in questa ondata di vendite, neanche i titoli italiani sono usciti incolumi. Technoprobe, la società che progetta e produce le probe card (schede sonda), ovvero interfacce elettromeccaniche ad alta tecnologia necessarie per i chip, ieri ha mandato in fumo il 10,3%. È fondamentale però sottolineare che nonostante si tratti di una scivolata difficile da ignorare, guardare agli ultimi 12 mesi cambia subito la prospettiva, con una crescita che supera il 220%. Ieri ha frenato anche Stm, lasciando sul terreno il 3,8%. Il domino poi è ripassato anche dagli Stati Uniti, con un ribasso ulteriore per tutti i grandi titoli tech, alle ore 20.30 italiane Intel perdeva un altro 4,5%, mentre SpaceX il 3,8%.

Ieri, ad alimentare ulteriormente il nervosismo, ci ha pensato Anthropic che ha comunicato agli investitori che il proprio fatturato del terzo trimestre è aumentato di quasi il 50% raggiungendo i 16,8 miliardi di dollari. Un numero che, per qualunque altro settore, sarebbe motivo di festeggiamenti, ma che per il comparto dell’intelligenza artificiale non è abbastanza. Si tratta infatti di un ritmo più lento rispetto al +143% del secondo trimestre.

Insomma, finché le valutazioni continueranno a incorporare una crescita eccezionale, anche risultati da record rischieranno di deludere. E quando a tremare è la filiera dei chip, le scosse difficilmente restano confinate a un solo mercato.