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Borsa e mercati

Il petrolio torna sotto quota 100: scattano le Borse, Milano +1,6%

Prezzo del barile in calo 4,5%, scende anche il gas ad Amsterdam. Migliora il bilancio dei transiti attraverso lo stretto di Hormuz e il mercato spera in una schiarita. Stabile il costo di benzina e diesel

Esperti Ue: "Ripresi flussi petrolio dal Golfo, ci vorrà tempo per forniture"

La possibile way-out diplomatica in Medio Oriente spegne il petrolio e dà forza alle Borse europee guidate da Piazza Affari. Milano è la migliore, con il Ftse Mib in rialzo dell’1,60%, seguita da Francoforte (+1,13%); Parigi (+0,92%) e Londra (+0,78%).

I corsi del petrolio hanno seguito il trend allentando le valutazioni: il Brent è tornato sotto la soglia dei 100 dollari al barile, a 99,1 dollari, giù del 4,5% e in calo per la quarta seduta consecutiva, riportandosi ai livelli del 9 settembre così come il Wti che è sceso a 95,7 dollari (-4,5%). In Italia il prezzo medio dei carburanti in modalità self service è rimasto sostanzialmente stabile a 2,155 euro al litro per la benzina e 2,335 euro per il gasolio.

Una tregua per i mercati che restano appesi al possibile riavvio dei contatti tra Stati Uniti e Iran in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, insieme ai segnali di tenuta dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. Il mercato guarda a Donald Trump che ha detto di essere disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian questa settimana a New York. Washington ha inoltre deciso di non procedere con un attacco agli Houthi. Sul lato dell’offerta arrivano inoltre segnali di maggiore tenuta dei flussi: i transiti di greggio e Gnl attraverso Hormuz hanno raggiunto i massimi da sei mesi. E Saudi Aramco potrebbe riattivare l’oleodotto est-ovest entro pochi giorni. La situazione resta in ogni caso lontana dalla normalità. Secondo JPMorgan, i flussi di greggio dal Medio Oriente hanno raggiunto una media di 17,1 milioni di barili al giorno, 6,1 milioni in meno rispetto alla media del 2025. Le esportazioni di greggio continuano però a muoversi: nella settimana del 13 settembre, secondo la piattaforma Kpler, 22 petroliere hanno lasciato lo Stretto con circa 42 milioni di barili, con Arabia Saudita e Iraq in testa. La pressione sui prodotti raffinati rimane elevata: ad agosto le esportazioni indiane di benzina e diesel sono diminuite del 14,5% e del 19,2% su base annua, mentre quelle cinesi di benzina sono crollate del 57,4 percento.

Anche il gas europeo segue la stessa dinamica di forte allentamento delle tensioni: ad Amsterdam, il mercato di riferimento, il Ttf è sceso a 73 euro/MWh (-8%).

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