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Borsa e mercati

Petrolio: solo nel 2027 si tornerà alla normalità

L’Opec a luglio ha prodotto 19,8 milioni di barili al giorno

Si infiamma il petrolio, barile a quota 95

Il prezzo del petrolio è ormai stabilmente sotto i 90 dollari al barile e il Ttf ieri ha chiuso a 60 euro al Megawattora. È vero, ma per tornare ai livelli precedenti la guerra in Medioriente sarà ancora necessario molto tempo. Mentre si dubita sulla possibilità di una tregua tra Usa e Iran, l’Energy Information Administration (Eia) non ha dubbi: anche se il conflitto finisse oggi, la normalizzazione dei flussi petroliferi del Golfo Persico richiederebbe diversi mesi. Almeno fino all’inizio del 2027 i livelli di produzione del greggio non potranno tornare a quelli precedenti e, viste le trattative in corso, è difficile immaginare una ripresa dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz prima di settembre. L’Eia stima un aumento graduale della produzione: nel terzo trimestre quella ferma dovrebbe attestarsi mediamente a circa 6,6 milioni di barili al giorno, prima di scendere a circa 4,2 milioni nel quarto trimestre e a 1,6 milioni nel primo trimestre del 2027. Si muoverà di conseguenza anche il prezzo che, per la fine dell’anno, si presuppone rimarrà intorno agli 85 dollari al barile, per poi raffreddarsi fino a 67 dollari al barile nel nuovo anno. Gli effetti del caro energia si fanno già sentire in Italia, dove il prezzo unico nazionale dell’energia ha raggiunto un nuovo record a 186,72 euro al Megawattora nella prima settimana di agosto.

Mentre rimangono ancora molte incertezze, i Paesi dell’Opec stanno rapidamente aumentando la produzione di petrolio. Gli undici Stati hanno prodotto 1,17 milioni di barili in più al giorno a luglio rispetto al mese precedente, raggiungendo 19,85 milioni di barili giornalieri. I dati indicano un parziale recupero dell’estrazione da parte di alcuni membri, in particolare l’Iraq, pur in un quadro di forti limitazioni distributive dovute alla crisi nel Golfo. La statistica chiaramente non comprende gli Emirati Arabi Uniti, usciti dall’Opec il primo maggio. Il recupero arriva dopo il crollo di maggio, quando la produzione Opec era scesa al livello più basso dal 2000.

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