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Borsa e mercati

Stellantis taglia le perdite e balza in Borsa (+15%)

Nel terzo trimestre ricavi in aumento a 37,65 miliardi, bene utile operativo e Nord America, in Europa c’è il nodo margini. Filosa: “Primi effetti del piano”

Il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, con alle spalle i concept del gruppo esposti  al Salone “Mondial” di Parigi
Il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, con alle spalle i concept del gruppo esposti al Salone “Mondial” di Parigi

Stellantis approva la trimestrale e si prende il primo gradino del podio in Piazza Affari: le azioni del gruppo auto hanno chiuso la giornata con uno scatto del 15,38% a 4,28 euro. Il mercato ha apprezzato i risultati raggiunti da Stellatis tra luglio e settembre: ricavi netti in crescita (+1%) a 37,6 miliardi, perdite pari a 453 milioni, ma in miglioramento del 90% rispetto al 2025. Confermate le stime sul 2026. Bene anche l’utile operativo (0,3 miliardi) e l’andamento in Nord America, l’area più importante, dove la penetrazione è salita al 7,5% grazie ai nuovi modelli, alle motorizzazioni introdotte e con il marchio Ram a farla da padrone. Le eccezioni sollevate dal mercato riguardano, invece, il deflusso di cassa per 4 miliardi e le difficoltà che permangono in Europa.

Fiducioso il ceo Antonio Filosa. Questo il suo messaggio agli analisti: «Iniziamo a vedere i primi benefici del nostro piano al 2030. Siamo sulla rotta per implementare, entro il 31 dicembre, almeno il 40% dei 6 miliardi di efficienze complessive su base annua. Nonostante le sfide di mercato, confermiamo le nostre stime per il 2026 compresa l’aspettativa di un ritorno a un flusso di cassa positivo nel 2027. Siamo impegnati a porre in atto le soluzioni identificate per colmare le lacune e siamo in linea con i tempi».

Dall’esito in Borsa, gli investitori sono tornati a scommettere sulla ripresa di Stellantis, ma la distanza dai livelli precedenti, guardando il grafico degli ultimi mesi, racconta quanta strada resti da percorrere. Gli analisti di Jefferies osservano che l’utile operativo rettificato è leggermente sopra il consenso grazie ai risparmi sui costi industriali e malgrado volumi più deboli. Per Equita il trimestre è debole, ma «nel complesso meno peggio del temuto».

Gabriel Debach (etoro) mette sotto la lente la situazione nell’Europa Allargata nonostante le consegne siano salite del 10% sul 2025. «Il problema - afferma - riguarda soprattutto la pressione sui prezzi e una composizione delle vendite meno favorevole, che continuano ad assorbire i benefici dei maggiori volumi e dei risparmi industriali. Rispetto al terzo trimestre 2025, quando la regione aveva generato 157 milioni di utile operativo rettificato, il deterioramento raggiunge 468 milioni». Importante, poi, è l’asse con i cinesi di Leapmotor, società legata a Stellantis da una joint venture e con una serie di accordi produttivi in corso. In Europa, infatti, le vendite dei marchi Stellantis aumentano dell’1% su base annua, ma raggiungono il 6% includendo Leapmotor, mentre la quota passa dal 14,8% al 15,6% sempre con l’offerta cinese.

Dialogando con il mercato, Filosa ha toccato anche l’inversione di marcia di Bruxelles, che sta entrando nella fase decisiva, all’insegna della neutralità tecnologica e non più del solo tutto elettrico dal 2035. «Quello che vogliamo - avverte il ceo di Stellantis - è che si giochi ad armi pari. Occorre approvare, in tempi auspicabilmente rapidi, i regolamenti sulle emissioni di CO2 che stiamo attendendo con più flessibilità per le auto e per i furgoni. Il Made in Europe? Premierà le aziende che progettano, sviluppano, producono in Europa e si avvalgono di fornitori locali. Siamo ottimisti». Il prossimo 10 dicembre, intanto, al Maserati Day di Modena si conoscerà il futuro del Tridente e della fabbrica di Cassino.

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