Con i tassi da poco rialzati dalla Bce dello 0,25% e pronti a una graduale risalita, si leva lallarme delle associazioni dei consumatori. Che, valutando il conseguente aumento medio dei mutui a tasso variabile nellintorno dei 200 euro lanno, puntano il dito sugli effetti negativi anche rispetto a prezzi e tariffe che impattano sulla capacità di tenuta delle famiglie. Se è vero, come emerge dallultimo report Abi in collaborazione con il ministero del Lavoro, che gli italiani sono solidi di fronte alla crisi e mantengono un basso livello di rischio dinsolvenza, è altrettanto certo che tra febbraio e novembre 2010 le banche hanno sospeso mutui a oltre 35mila nuclei, per un valore di 4,4 miliardi. E, in base allaccordo tra Abi e associazioni di consumatori, è stata prorogata al 31 luglio la data entro cui fare richiesta per la sospensione delle rate. Motivandola con la perdita delloccupazione o lingresso in cassa integrazione, ovvero per linsorgere di condizioni di non autosufficienza o piuttosto per la morte di un familiare: accadimenti che, verificandosi entro i primi 6 mesi dellanno, possono ancora dare luogo alla moratoria prevista dal «Piano famiglie»; fino a 12 mesi, anche per chi è già in ritardo con i pagamenti sino a 180 giorni consecutivi. Se ne può avvalere il mutuatario con redditi non oltre i 40mila euro annui che abbia sottoscritto un finanziamento al più di 150mila euro per acquistare, costruire o ristrutturare labitazione principale.
Peraltro, le banche possono anche offrire condizioni migliorative, ciò che è già avvenuto, stando allAbi, nel caso di 172 istituti (64%).
Cè tempo fino al 31 luglio per chiedere lo stop alle rate
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