Se l'11 luglio la partita è quella di calcio, la leggendaria e indimenticabile finale Mundial contro la Germania, il 12 luglio 1982 c'è un'altra partita passata alla storia. I protagonisti sono gli stessi, o almeno parte di essi, ma cambia l'oggetto, dal pallone alle carte. Volando nel cielo che separa Madrid da Roma, a bordo del Douglas DC-9 del 31° Stormo dell'Aeronautica Militare sul quale Sandro Pertini aveva ospitato la squadra azzurra, si gioca la partita a scopone scientifico più famosa della storia d'Italia. L'atmosfera è goliardica e intima: i calciatori cantano nel corridoio dell'aereo, mentre nella cabina presidenziale, con la coppa del Mondo appoggiata sul tavolino a fare da testimone, si consuma la sfida diventata leggenda: da una parte Pertini in coppia con Dino Zoff; dall'altra il Barone Causio con il ct Bearzot, che alla fine vinceranno, in conseguenza di un errore grossolano di Pertini.
Il presidente si arrabbia, accusa lo statuario Zoff del passo falso e il capitano incassa in silenzio, da perfetto gentiluomo. Un anno dopo, quando Zoff a 41 anni si ritirerà dal calcio, Pertini gli manderà un telegramma di saluto e di scuse, riconoscendo il proprio errore.