Il 13 luglio del 1994, l'Italia torna a giocare nel suo stadio, quello di East Rutherford, nel New Jersey, a poca distanza dal campo base fissato ormai 40 giorni prima alla Pingry School di Somerset Hill. Clima manco a dirlo di fuoco, si gioca alle 4 del pomeriggio, con 36 gradi all'ombra e oltre il 90 per cento di umidità, non si scherzava nemmeno allora. C'è la semifinale contro la Bulgaria di Stoichkov, anche a Sofia oggi la nostalgia dev'essere parecchio canaglia. È un'altra giornata nel segno di Roberto Baggio, 2 gol da antologia nei primi 25 minuti. Prima un'azione solitaria da rimessa laterale, chiusa con un destro secco dal limite dell'area, poi una botta al volo su un delizioso tracciante di Albertini. Proprio Stoichkov accorcia su rigore prima dell'intervallo. Il risultato non cambierà più, l'Italia è in finale, ma il conto del secondo tempo è ugualmente molto salato.
Ammonito, Costacurta non potrà giocare col Brasile ('94 maledetto per lui, che già aveva saltato la finale di Champions col Milan). Ma soprattutto, proprio Baggio si fa male ai muscoli flessori della coscia destra. Esce piangendo, disperato. E più disperata di lui è l'Italia del calcio.