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16-6-’38: Meazza e la bufala che divenne storia

La “finta del pantaloncino” è finita su libri autorevoli, è entrata nella storia del nostro calcio, eppure è solo una bufala diventata leggenda

Finale dei Mondiali del 1938, Giuseppe Meazza stringe la mano al capitano dell'Ungeria, Gyorgy Sarosi
Finale dei Mondiali del 1938, Giuseppe Meazza stringe la mano al capitano dell'Ungeria, Gyorgy Sarosi
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È bella la storia di Peppino Meazza che il 16 giugno del 1938 segna il rigore al Brasile tenendosi con la mano sinistra il pantaloncino, a cui poco prima s’era rotto l’elastico. Hai visto mai che il nostro gigante mostri le mutande agli spettatori del Vélodrome di Marsiglia? È il 2-0 al Brasile che vale all’Italia la seconda finale consecutiva, poi vinta contro l’Ungheria. La “finta del pantaloncino” è finita su libri autorevoli, è entrata nella storia del nostro calcio, eppure è solo una bufala diventata leggenda. Non ne scrisse sulla Stampa il ct Vittorio Pozzo, giornalista all’epoca col doppio lavoro, non ne scrisse il Corriere della Sera e neppure il Littoriale. Soprattutto, a cercarle in rete ci sono le immagini di quella partita, riprese con due telecamere, spedite in Italia e poi trasmesse alcuni giorni dopo nei Cine Luce che precedevano le proiezioni dei film.

Allora, il Mondiale si viveva alla radio.

In Italia con la mitica voce di Nicolò Carosio. E lì, nelle immagini, si vede bene Meazza che calcia il rigore, con entrambe le braccia distintamente staccate dal corpo. Anche una fake news d’altri tempi può fare nostalgia.

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