Qatar 2022

Alcool e Mondiali, non tutti i tifosi sono uguali

La mancanza di alcool negli stadi del Mondiale sta spingendo molti a soluzioni creative, tipo il falso binocolo del tifoso messicano ma non colpisce tutti, solo chi non può permettersi i costosissimi pacchetti hospitality della Fifa

La lussuosa Pearl Lounge vista campo da quasi 10000 $ a persona - da FIFA World Cup Hospitality
La lussuosa Pearl Lounge vista campo da quasi 10000 $ a persona - da FIFA World Cup Hospitality

Più che andiamo avanti in questo strano mondiale invernale, più ci rendiamo conto di quante cose che diamo per scontate manchino sulla costa del Golfo Persico. Lasciando da parte per un attimo questioni ben più serie come la censura di certi messaggi politici o la security asfissiante di un torneo blindato, la cosa che sembra infuriare i tifosi sbarcati in Qatar è la mancanza cronica di alcool. A noi italiani non sembra una grande rinuncia: da noi bere allo stadio non è mai stata una parte cruciale dell’esperienza calcistica, ma per altri popoli è un qualcosa di quasi intollerabile. Se ci aspettavamo le proteste vivaci di popoli notoriamente appassionati all’argomento, inglesi e tedeschi in testa, a far sollevare più di un sopracciglio sono stati invece molti tifosi sudamericani, che non hanno mancato di rendere evidente la loro protesta. Non è servito nemmeno aspettare molto: durante la partita d’apertura del mondiale, la regia non è riuscita a censurare del tutto il coro irridente dei tifosi dell’Ecuador: “queremos cerveza”, ovvero “dateci la birra”.

Invece di rassegnarsi all’idea di dover vedere un’intera partita di calcio senza tracannare almeno un paio di birre, la fantasia di certi tifosi si è scatenata. A far notizia, giovedì, un estroso tifoso proveniente da un paese dove il rispetto delle leggi, specialmente quando impopolari, è più o meno un’opinione; il Messico. Il tifoso aveva avuto una bella pensata: portarsi dietro un binocolo falso, nel quale nascondere una discreta quantità di liquido inebriante. Non male come idea ma con un piccolo difetto: se non lo riempi bene, il liquido fa un certo rumore quando lo scuoti. Insomma, la attenta security ha mangiato la foglia, sequestrando il tutto. Riprova, sarai più fortunato.

Il mio regno per una birra

A parte le inevitabili risate a denti stretti, verrebbe da domandarsi perché gente che ha speso una mezza fortuna per seguire la propria nazionale rischierebbe di passare dei guai con la severissima polizia dell’emirato per bersi una birra. Per capire il perché di gesti così sconsiderati, forse è il caso di esplorare il rapporto estremamente complicato del Qatar con i liquidi inebrianti. La legge permette la vendita e il consumo di alcool per i maggiori di 21 anni all’interno degli alberghi e dei ristoranti e dei bar dotati di licenza ma mai per la strada o negli altri luoghi aperti al pubblico. Non si tratta di un invito, bere in pubblico o mostrarsi in evidente stato di ebbrezza è un reato vero e proprio, punito in maniera alquanto severa. Niente di draconiano, intendiamoci, ma passare sei mesi in galera per una birretta con gli amici non è una roba affatto piacevole. Anche se il giudice fosse in giornata buona, la pena alternativa, una multa di 3.000 rial (circa 800 Euro), la farebbe inevitabilmente diventare la bevuta più cara della vostra vita. Non pensiate, poi, di potervi far passare il nervoso con una sigaretta: fumare nei luoghi pubblici è severamente proibito, dai musei ai centri commerciali, dai ristoranti agli impianti sportivi.

Per evitare che la Budweiser, dopo aver pagato qualcosa come 75 milioni di euro per sponsorizzare la Coppa del Mondo, ricorresse a vie legali, la vendita di bevande alcooliche è stata consentita in alcune “aree addizionali”, incluse le Fan Zones ufficiali. I tentativi della Fifa di permettere il consumo di birra all’interno degli stadi sono falliti sul più bello, a soli due giorni dal calcio d’inizio, causando una tempesta mediatica. Le zone previste per “far recuperare i tifosi ubriachi” prima di farli uscire dallo stadio, descritte dal direttore del mondiale Nasser Al-Khater in un’intervista alla TV inglese Sky News, sono evidentemente state destinate ad altri usi. Allo stadio si vende birra, sì, ma senza alcool, tanto per far venire ancora più voglia di quella “vera”. Beh, almeno la puoi trovare, basta fare un giro alla Fan Zone o al bar dell’albergo. Basta avere il portafoglio ben gonfio. Mezzo litro di birra vi costerà 50 rial, ovvero 13 euro e 20 centesimi, più o meno il doppio di quanto avreste pagato nel 2019, quando a Doha si disputò il Mondiale per Club. Le cose non vanno molto meglio negli alberghi e nei bar autorizzati, che si sono rapidamente allineati a questi prezzi. Va beh, direte voi, al massimo me la compro al supermercato e la bevo in camera. Assolutamente no: l’importazione e la vendita nei normali negozi è severamente proibita. Vita dura per gli amanti dell’alcool, ma non per tutti. La scappatoia c’è, ma fuori dalla portata di molti tifosi.

Alcuni tifosi sono più uguali di altri...

Le voci si susseguivano da giorni, senza mai riuscire a trovare una conferma ufficiale. Media di mezzo mondo avevano riportato che non tutti coloro che accedono allo stadio saranno costretti a subire l’oltraggio di una birra senza alcool. Chi abbia avuto la lungimiranza di comprare un pacchetto “hospitality” avrà a sua disposizione un catering a cinque stelle, che ovviamente include una buona scelta tra varie birre di marca, vini di prestigio e champagne come piovesse. Fatta la legge, trovato l’inganno? Esatto – peccato che costi una fortuna. Secondo il sito ufficiale, un ingresso per una singola persona costa un minimo di 950 dollari. No, non stiamo parlando della finale ma di una partita della fase a gironi. Semifinali e finali costeranno dieci volte tanto, da 9.100 a ben 34.300 dollari. Chiaramente prezzi del genere se li possono permettere solo gli ultraricchi o le varie multinazionali che spesso offrono questi benefit ai clienti migliori. Basta dare un’occhiata ai social media per rendersi conto che le reazioni degli utenti della rete a questa palese ipocrisia sono estremamente poco urbane, tali da renderle inadatte a questo articolo.

Sebbene la Fifa non abbia mai confermato ufficialmente che le cose stanno così, l’Associated Press non ha avuto problemi ad ottenere maggiori informazioni dalla ditta che si occupa di questi costosissimi pacchetti, MATCH Hospitality. Non stiamo parlando nemmeno di pochi privilegiati: da febbraio 2021 sono stati venduti 250.000 pacchetti per il mondiale in Qatar. Per avere il meglio del meglio, ovvero liquori, champagne e cocktails, bisogna però salire parecchio di livello, il pacchetto Business, il cui prezzo parte da 3050 dollari a persona. La cosiddetta Pearl Lounge da 4.950 dollari è il massimo del massimo: suite alla linea di centrocampo dello stadio Lusail, “mixologists”, sommeliers, liquori tra i migliori al mondo, “un’atmosfera che trasuda glamour e fascino europeo”, come si legge nel depliant.

La ditta proprietà della famiglia Byrom aveva incluso senza mezzi termini la possibilità di servire alcool nel contratto firmato con la Fifa nel 2011 ma in maniera “discreta”. Visto che per otto anni di esclusiva il governo del calcio mondiale ha incassato ben 300 milioni di dollari e parte dei profitti, rischiare una causa miliardaria è impensabile. Meglio rischiare l’ira della Budweiser, che ha pagato circa la metà. Vada come vada, a ridere saranno Infantino e soci, dall’alto della loro montagna di soldi. Così è, se vi pare. Alla faccia dei tifosi normali che sognano una bella birra ghiacciata...

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