Milano Non sarà un Gran premio d’Italia come gli altri. Non può esserlo, perché per la seconda volta nella storia (Ascari, 1953) si entrerà in pista con un pilota italiano in testa al Mondiale e la Ferrari pronta a sfidarlo. Kimi Antonelli contro le macchine rosse, con la consapevolezza che poi potrebbe anche festeggiare qualcun altro: George Russell, le McLaren o il solito Max Verstappen. Se chiedete in giro per chi tiferanno gli italiani, è difficile ottenere una risposta sincera. «Io ho scelto, ma non ve lo dico», dice il ministro Salvini, forse consapevole del fatto che ultimamente non ha azzeccato un pronostico. «Quest’anno sarà molto speciale, i nostri cuori batteranno per due grandi passioni, da una parte per Kimi Antonelli, giovane fenomeno, dall’altra per la passione storica che tutti abbiamo per la Ferrari. Il mio auspicio è di vederli tutti sul podio», aggiunge Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli, title sponsor della gara. «Sarà una festa tricolore», taglia corto Geronimo La Russa, il presidente dell’Aci, al suo debutto nel ruolo al Gran premio d’Italia. «Siamo già sold out, non c’è più un seggiolino libero per domenica. Ogni anno alziamo l’asticella: ci saranno quasi 400mila persone in tre giorni». Arriveranno da 70 nazioni diverse. Uno show internazionale che ogni anno invade Milano, con incontri come quello di oggi a Palazzo Reale con Leclerc e Hamilton. La Ferrari ha deciso di cambiare vestito per celebrare Michael Schumacher e i 30 anni dalla prima delle sue cinque vittorie a Monza. Macchine e tute lo ricorderanno con un po’ di nostalgia, ma anche con la consapevolezza che l’eredità Schumacher si sente ancora a Maranello. Sul vestito della Sf-26 ci sono le sette stelline che Schumi aveva sul casco e il suo logo . Ma la vera novità sta sotto quel vestito: il motore evoluzione Aduo2. Non 20 cavalli ma una bella spinta per sognare almeno il mondiale costruttori. Anche Kimi avrà un motore nuovo, ma lui pagherà dieci posizioni sullo schieramento perché la Mercedes ha già usato i cinque propulsori a disposizione. Non sarà un motore evoluto, ma fresco. Kimi ha deciso di andare in penalità a Monza perché qui è più facile rimontare. Pensa al campionato, non a vincere il Gp di casa sessant’anni dopo Lodovico Scarfiotti. Anche da questi dettagli si vedono i campioni.

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