C’è un momento, davanti alla basilica di Sant’Ambrogio, in cui il calcio ha ritrovato la sua parte migliore. Quando la delegazione della Juventus, con l’amministratore delegato Giovanni Carnevali e il direttore sportivo Ricky Massara, è arrivata per rendere omaggio a Sandro Mazzola, dal piazzale sono partiti gli applausi dei tifosi dell’Inter. Un gesto tutt’altro che scontato, soprattutto dopo quanto accaduto domenica allo Stadium, quando alcuni sostenitori bianconeri si sono voltati durante il minuto di silenzio dedicato alla leggenda nerazzurra.
A Milano, invece, nessuno ha dimenticato cosa significhi salutare un campione. E quegli applausi hanno raccontato una rivalità capace di fermarsi davanti alla morte, lasciando spazio soltanto al rispetto per un uomo che ha fatto la storia del calcio italiano. Un’immagine forte, quasi una risposta silenziosa a quella brutta pagina di domenica. Calorosa è stata anche l’accoglienza riservata alla delegazione del Milan, con il presidente Paolo Scaroni e Daniele Massaro. «Mi ha fatto veramente piacere sentire questi applausi, seppur in una giornata così triste. Mi ricordo di Rivera e Mazzola insieme, già guardavo il calcio all’epoca», ha raccontato Scaroni all’ingresso della Basilica. Nel piazzale di Sant’Ambrogio, insomma, il colore delle maglie è passato per un attimo in secondo piano. Prima dell’Inter, prima del Milan e prima della Juventus c’era Sandro Mazzola. E nel giorno del suo addio, Milano ha scelto di ricordarlo così: con gli applausi, anche a chi arrivava da una sponda diversa della rivalità.
