Poco più di tre anni sono passati da quell’addio tempestoso di Mancini alla Nazionale. Nel mezzo due ct, Spalletti e Gattuso, ora di nuovo lui. Tanti cambiamenti, ma l’Italia è alla terza mancata partecipazione al Mondiale, questa la triste costante. Il Mancio, però, è tornato motivato e sorridente: «Sono qui per vincere e dovremo farlo velocemente, è un nuovo capitolo della mia carriera. Anche una sfida. Tutti noi abbiamo questo obiettivo in testa. Voglio una squadra che domini, sono certo che in questo quadriennio qualcosa a casa porteremo». L’inizio del Mancini-bis è dedicato alla commozione: «Mi unisco al cordoglio dell’Italia sportiva per la scomparsa di un mito come Mazzola». Da lì allo stato d’animo che lo caratterizza: «Sono felice di essere tornato a Coverciano dove ho passato momenti molto belli, poi ci sono foto e trofei a ricordarmelo. Per vincere devi giocare bene e divertirti».
Convocazioni all’insegna della gioventù: «Se avessi chiamato calciatori più in là con gli anni mi avrebbero accusato di convocare sempre i soliti Noi invece dobbiamo conoscere in fretta i nostri ragazzi e quindi dobbiamo averli sott’occhio. E da loro mi aspetto spensieratezza. Troppi stranieri? Tocca a noi risolvere i problemi. Serve costruire nei prossimi 4 anni una squadra forte». I paragoni con la squadra campione d’Europa sono naturali: «A quel tempo avevamo pochissimi ragazzi in giro, ora dobbiamo essere bravi e rapidi nello scovarli soprattutto quando hanno doppio passaporto. Gli attuali sono migliori fisicamente, allora non eravamo così, ma per fortuna c’erano giocatori molto tecnici. Zoma, ad esempio, gioca in B in Germania, campionato comunque competitivo. Siamo aperti a qualsiasi soluzione tattica e all’inizio giocheranno quelli con più minuti nelle gambe. Sono curioso di vedere come crescerà questo gruppo. I tifosi vanno riconquistati facendo le cose per bene».
Capitolo Malagò, tema delicato: «Pensiamo al Belgio - ha tagliato corto Mancini -: dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro e batterlo. Ma ci ho parlato e l’ho visto tranquillo». Un grazie a Silvio Baldini: «Conoscendo a fondo l’Under 21, in quelle due gare di interregno ha fatto bene a far giocare i giovani, è stato utile». Parole al miele anche per la nuova capo-delegazione azzurra Diana Bianchedi: «Ha fatto la storia di uno sport importantissimo, soprattutto per la mia città. Ci sarà di aiuto». Chiusura sugli arbitri: «Ho sempre pensato che giocassimo a livello inferiore rispetto alla Premier perché si fischiavano troppi falli. Ora il clima è cambiato. Se non ci sono zero a zero è più divertente». Intanto torna a casa anche Dimarco, arriva Ruggeri dall’Aston Villa.
