Là dove non sono arrivati gli attaccanti, è stato ancora una volta Calhanoglu a risolvere i problemi dell’Inter. Due partite e altrettanti gol, la partenza migliore nei suoi ormai 10 anni italiani. A Cagliari è invece rimasto di nuovo secco Lautaro, uno che col gol ha confidenza come nessuno e che ha iniziato il campionato col freno a mano tirato due sole altre volte nelle precedenti 8 stagioni italiane. Quella giocata part-time nel campionato del debutto (2018-19), quando alla settima giornata segnò proprio al Cagliari il primo dei suoi 132 gol in Serie A (ma per lui era appena la terza presenza, la seconda da titolare) e poi più recentemente nel 2024-25, quando gli servirono 6 turni per sbloccarsi. E alla fine di quel campionato, per lui solo 12 reti, minimo in carriera, a parte la stagione del debutto, giocata da riserva di Icardi. Inarrivabile, forse, Pepin Meazza (197 gol in Serie A), il Toro con 132 è a 1 sola lunghezza da Nyers (133) e a 6 da Veleno Lorenzi (138): la storia sta per essere riscritta.
Calha e Lautaro ovvero le 2 facce dell’Inter che da oggi prepara la sfida contro il Napoli, una di quelle partite diventata di recente tabù (5 incroci consecutivi senza successi), in cui Chivu e tutto il campionato misureranno la condizione dei campioni in carica. Il play turco ha sbloccato il risultato contro il Monza e deciso la trasferta di Cagliari, il modo migliore per cancellare un’estate di profonda delusione per il pessimo Mondiale con la Nazionale, eliminata al pronti-via fra mille rimpianti e poche giustificazioni.
Un’altra estate tribolata, dopo che quella precedente sembrava segnare l’addio all’Inter per le polemiche a distanza fra lui, Lautaro e il mondo nerazzurro. E invece dopo un anno, un altro scudetto vinto e a un anno dalla scadenza del contratto, Calha sta dimostrando con i fatti di avere ancora tanta voglia di Inter e chissà che quella che poteva essere la stagione dell’addio, vista anche la politica del club, non diventi invece un altro ponte per il futuro. Del resto, a 32 anni Calha (33 a febbraio) sembra avere ancora parecchie cose da dare.
