Domani è consigliabile saltare il pranzo. Non per la dieta ma per soddisfare una gigantesca curiosità. E concentrarsi sull’appuntamento delle 12.30 per assistere a Como-Roma. Il motivo è il seguente: sottostimate prima che partisse la maratona calcistica a fine agosto, sono diventate, tra l’incipit in campionato e il debutto in Champions, le due principali candidate al ruolo, impegnativo, di anti-Inter. Gasperini non è il tipo di rifiutarlo, anzi per il suo temperamento questo tipo di pressione è energia pura. Fabregas fa il finto umile, sotto sotto lo pensa: bastava osservarlo al tavolo di subbuteo durante il festival dello sport di Trento muovere le pedine per spiegare la strategia da utilizzare contro la Roma per cogliere la sua preparazione. Dietro l’etichetta dell’anti Inter, però c’è un altro dato che colpisce e che va analizzato,
specie alla luce del dibattito aperto dal felicissimo ritorno della Nazionale di Roberto Mancini, unito alla goleada dell’under 21 di Silvio Baldini. A leggere le probabili formazioni, tra Como e Roma, c’è un solo italiano tra i 22 di partenza, l’azzurro Mancini tra l’altro. E, a dar retta alle statistiche, non è proprio un record assoluto perché accadde in un lontano Inter-Udinese che di stranieri, al pronti via, fossero schierati 22.
Certo: gli altri italiani sono distribuiti nelle rispettive panchine e bisognerà fare i conti con infortuni e ritorni complicati da lunghi viaggi. E allora tornano alla mente le frasi scolpite da Silvio Baldini, ct dell’under, il giorno del raduno della sua nazionale quando si permise - senza malizia - di far sapere che «sono più interessato al cammino del Frosinone che a quello del Como». È vero: Fabregas e qualche esponente della propaganda comasca ripetono e segnalano
il gran numero di italiani tesserati per le formazioni giovanili, tanto da aver contribuito in modo consistente al raduno delle diverse under. Ma gli effetti, al netto di Cassano, un talento già aggregato alla prima squadra, ci vedranno nella migliore delle ipotesi tra qualche anno. Il dato statistico confortante è un altro invece: e cioè sia Como che Roma sono le due squadre che godono dell’età media più bassa di tutto il campionato (24,5 i lombardi, 25,8 i giallorossi). E allora godiamoci lo spettacolo. Farà bene alla dieta e anche all’appeal del campionato, magari non proprio a Mancini e Baldini che sono abituati a inventarsi una nuova generazione multi etnica.
