Anche i ricatti. Gianni Infantino è sempre di più un uomo solo al comando ma non per molto. L’ultima pesantissima accusa arriva dal Ali Al Hussein principe di Giordania, presidente della federcalcio già vicepresidente Fifa nel 2011. Con un post su X il principe, terzo figlio del defunto re Hussein, ha smascherato le azioni maligne di Infantino e della Fifa, che dopo aver negato il visto e i biglietti a numerosi tifosi giordani al mondiale non ha ancora versato la quota di denari prevista per la partecipazione alla coppa araba in Qatar, e soprattutto ha denunciato di avere ricevuto pressioni dalla Fifa a sostenere la candidatura di Infantino alla prossime elezioni di aprile, in caso contrario le pendenze potrebbero essere non rispettate. «Non cederemo ad alcun ricatto» le parole durissime del principe. Infantino è stato messo in minoranza da alcuni dei suoi stretti collaboratori, Arsene Wenger ha dichiarato che il dietrofront sulla vendita di una quota del mondiale era per lo meno doveroso, Grafstrom, altro collaboratore del presidente si è chiamato fuori da una situazione scabrosa.
C’è un’altra questione sempre legata al denaro che promette sviluppi tellurici: undici città americane hanno denunciato Infantino per non avere versato i dollari garantiti per le spese sostenute nell’organizzazione del torneo, Seattle, San Francisco, Los Angeles, Dallas, Houston, Kansas City, Atlanta, Philadelphia, New York, Miami e Boston ritengono che il milione di dollari prospettato da Infantino sia una elemosima considerati i costi affrontati per la sicurezza, i trasporti, l’organizzazione, tutto a carico delle città, nell’area totale del mondiale, stadi, alberghi, aeroporti. Infantino cerca la sponda di Trump ma i fuochi mondiali del capo della Casa Bianca sono ormai spenti mentre l’Uefa si muove e prende corpo la candidatura di Al Khelaifi, presidente padrone del PSG, a prendere il posto di Infantino con l’appoggio di Ceferin, n°1 Uefa, con uguali mire mondiali. Il calcio, il pallone, sembra un elemento marginale, come è stato per Gianni Infantino affamato di potere e supportato dai suoi cortigiani in Fifa. La sala giochi sta per chiudere e licenziare i suoi croupiers.
