Sì, d’accordo, le ultime tre esaltanti versioni della nazionale manciniana ci hanno in qualche modo restituito la voglia di vivere ancora con un barlume di entusiasmo calcistico. Dopo la molle prestazione contro il Belgio gli azzurri hanno generato spettacolo due volte contro la Turchia e retto luminosamente contro la Francia. Però l’italiano medio - categoria che ricomprende almeno il 98% degli abitanti del Belpaese - ha bisogno di nutrimento settimanale da club. Vittorie, sconfitte, pareggini, polemiche tracimanti, salotti televisivi possibilmente bercianti. Anche troppo lunga la sosta, ma l’attesa - è noto - rende il piacere poi più intenso.
Bentornata, quindi, Serie A. Riannodando i fili come in una serie tv, ci aveva lasciato con un trio di testa parzialmente atteso - Inter e Roma - e in buona parte sorprendente (La Lazio). Con Milan e Juve che ancora faticano a tenere il ritmo e con un Como al solito scintillante, eppure fregato dal fotonico Frosinone di Alvini. Nel frattempo, guardando al fondale della classifica, il Parma ha salutato Cuesta e si è affidato a Gilardino. E a partire da sabato qualcuno dovrà darsi una mossa per scansare l’ipotesi di un possibile siluramento.
Rischia infatti moltissimo il Genoa di De Rossi, autore di un inizio stagione orripilante e chiamato adesso a riscattarsi a Marassi contro la Fiorentina di Vanoli: missione affatto semplice, perché i viola si sono appena rilanciati e Mastantuono è già un faro che squarcia le partite più abbottonate. Non più facile l’esordio di Gila, che va a trovare l’Inter: l’uno in schedina pare quasi una sentenza, ma Alberto si è costruito nel tempo la fama da giant killer.
Sempre sabato Allegri deve vincere per scrollarsi dalle spalle le scorie di un incipit poco convincente e già polemico con il Napoli, ma al Maradona arriva proprio il Frosinone, matricola che sembra fregarsene altamente degli equilibri fissati sulla carta.
Domenica il pasto prelibatissimo è Roma - Como: Gasp contro Fabregas, identità di gioco limpide e per le quali morire, per una sfida di altissima quota. In tutto questo la Lazio di Gattuso può approfittarsi per allungare, visto che riceve in casa il non irresistibile Monza.
Il Bologna di Palladino va invece in cerca del successo a Lecce, ma quest’anno Di Francesco è partito alquanto bene e la missione si preannuncia intricata. Amorim, invece, porta i suoi nella trasferta di Sassuolo, gita calcistica che evoca dolci ricordi ai rossoneri, ma la squadra di Aquilani sta dimostrando di essere appuntita. Chiude la domenica Cagliari - Juventus e Spalletti sa bene che le alternative sono tre: vincere, vincere, vincere. Contro gli organizzatissimi sardi di Pisacane non sarà però per nulla facile.
Al lunedì l’Atalanta di Sarri - apparsa ancora un tantino ingolfata - riceve un Venezia alla disperata ricerca di ossigeno. Chiude il turno, in serata, Torino - Udinese, scontro utile ad entrambe per provare a cucirsi fuori dall’anonimato di inizio campionato. Ci eri tanto mancata, Serie A.