Francesco Totti compie 50 anni. Mezzo secolo, soprattutto da Totti. Totti ha avuto due padri. Il secondo era Carlo Mazzone, che lo allenò alla Roma e se lo prese a cuore anche fuori dal campo. «Mi gestiva anche fuori dal campo. La sera chiamava a casa per controllarmi». E se serviva: «Aho! Ndo vai? N’ t’azzarda a uscì». Il Gladiatore, l’Ottavo Re di Roma, ma anche «The Italian Lama», dopo lo sputo a Poulsen ai Mondiali del 2002. Sputare non si fa, ma la sua giustificazione sarebbe stata da Totti. Il «Pupone» non ha mai amato quel soprannome. Da bambino, però, ne aveva un altro: «Ero piccolo, magro, veramente un tappo, mi chiamavano gnomo». De Rossi era «Capitan Futuro». Forse «Capitan Futuro Remoto» sarebbe stato più preciso.
Cassano visse tre mesi a casa Totti. Non trovò un assegno e accusò l’amico di avergli rubato i soldi. Quando lo ritrovò, per la vergogna glielo confessò mesi dopo. Totti rispose: «Lo pensavo... ma ora lo confermo, sei un coglione!».
Il culto di Totti è arrivato ovunque: uno dei forum web più longevi e famosi al mondo in inglese si chiama «The Church of Totti». Una volta Gerson posò con la numero 10. In un quiz, anni dopo, Totti vide la foto: »Ma chi è? Ma questo ha giocato con me?!».
In Corea, nel 2002, fu espulso da Byron Moreno. Come sarebbe andata con il Var? «Avrebbero buttato fuori l’arbitro».
Con Spalletti ha fatto pace e, in uno spot sull’amaro, compariva anche il ghiaccio. Dopo l’operazione alla caviglia, quattro mesi prima del Mondiale 2006, la prima richiesta fu: «Un barattolo di Nutella!».
La notte prima della finale mondiale contro la Francia, Totti giocò a carte uno contro uno con Gattuso fino alle sei: «Sembravamo due mbriaconi». E i francesi? «Hanno fatto bene» a dormire.
Con la Lazio, la rivalità era sacra. Quando cominciò a frequentare Ilary Blasi, la Nord gli dedicò uno striscione: «Totti-Ilary, una letterina per un analfabeta».
Gli brucia ancora il Pallone d’Oro: «Quanti ne avrebbe vinto Messi alla Roma con Frau e Pivotto? Zero!». Nel 1997 fu vicino alla Sampdoria: «Saltò tutto la sera prima di andare a Genova».
Infine Sir Alex Ferguson: «Io lo volevo a Manchester». Quindi Biscardi, 25 anni fa al Processo, forse non aveva poi torto quando parlava di Totti in Inghilterra per 500 miliardi. Sgub!».
