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Un’Italia fragile nei nervi sbotta pure capitan Gigio...

Il nervosismo di Donnarumma alla fine specchio dello stato d’animo degli azzurri: i vecchi sono stanchi di fare figuracce, i nuovi hanno accusato la tensione. E c’è l’ombra del commissario

Nervosismo Capitan Gigio Donnarumma, 27 anni, visibilmente frustrato a fine partita è arrivato al diverbio con Romelu Lukaku dopo che l'attaccante ex Inter lo aveva schernito per la sconfitta

Un’Italia fragile. Nei nervi e nell’organico, non ancora all’altezza di altre nazionali blasonate. Questa fragilità mentale e tecnica è figlia dei fallimenti. Tanti, troppi con l’eccezione dell’Europeo 2021 firmato proprio da Roberto Mancini, tornato ora al capezzale di una Nazionale convalescente. Quando capitan Donnarumma (ancora il migliore dei nostri), alla fine di Italia-Belgio mentre l’Olimpico fischiava gli azzurri, ha lasciato la porta per andare a discutere faccia a faccia con il provocatore Lukaku - un remake del 2021 -, pareva evidente che la tensione nervosa dei calciatori fosse già al limite. E siamo solo ai primi 90 minuti del nuovo corso e dell’ennesimo tentativo di rinascita dopo il terzo Mondiale perso.

La sconfitta subita dai Diavoli Rossi (non ci battevano dal 2015) dimostra che la squadra che Mancini vorrebbe è lontana anni luce. E i fantasmi del passato faticano a dissolversi. Saltare Mondiali, collezionare sconfitte dolorose, sta demolendo le certezze del gruppo. I vecchi sono stanchi di collezionare figuracce e ogni volta che indossano la maglia azzurra appaiono minati nel carattere. I nuovi, come Romano (comunque salvato dal ct), sono rimasti paralizzati dalla tensione di una notte senza lieto fine. Ne è uscito un mix incerto almeno per tutto il primo tempo. E chissà se a gravare sullo spirito dei calciatori della Nazionale c’è anche la questione politica con l’ombra del commissariamento su Malagò e la Figc. Le sconfitte in campo, poi, non danno certo una mano a chi sta cercando di evitare quest’eventualità.

L’esordio da ct di Mancini era molto diverso da quello soft (amichevole con l’Arabia) del 2018. Stavolta subito il Belgio e la Nations League che scriverà il futuro agonistico degli azzurri. Non potevano bastare cinque giorni di ritiro per risolvere i problemi che l’Italia si trascina da anni. «Un po’ di pensieri del passato c’erano, ma bisogna lasciarli andare e pensare positivo», ha ribadito il ct dopo la debacle di Roma. L’Italia, per altro, non perdeva un match casalingo subendo almeno due gol senza segnarne nessuno dal 2006 (0-2 in amichevole contro la Croazia a Livorno).

Contro la Turchia sarà già rivoluzione, non di modulo ma di uomini, dopo che venerdì non hanno funzionato le soluzioni sperimentali e anche alcuni senatori - Tonali su tutti - hanno tradito le attese. Pronti Bastoni (al rientro dopo la squalifica), Kayode e Frattesi (entrato nella ripresa a Roma). Consola poco sapere che contro la Francia non ci sarà Mbappé, infortunatosi al ginocchio e tornato già a casa.

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