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Calcio

Infantino, la sponda Trump per salvare il salvabile

Il presidente Usa: “Grave errore se la Fifa pensa alla sua sostituzione, mondiale mai così vincente e redditizio”. Un’ulteriore conferma del rapporto strettissimo fra i due. E dietro l’angolo ci sono le elezioni...

Trump prepara il gran finale. "Realizzato sogno americano". Ma teme la vittoria spagnola...

Il sogno della sua vita, Infantino Gianni si illumina d’immenso, trova d’improvviso l’aiuto del suo amico Donald Trump che su Truth Social ha scritto: «Togliergli la presidenza sarebbe un errore terribile. È fantastico, ha appena organizzato la coppa del Mondo più vincente di sempre e mai così presentata. Se se ne dovesse andare, il mondiale non sarà mai così vincente o redditizio». Insomma il problema è il denaro, il business e il capo della Casa Bianca è un professionista dell’articolo come pochissimi. La sponda ad Infantino è la conferma del rapporto che il presidente della Fifa ha instaurato con uno degli uomini più potenti al mondo, la riconoscenza di Trump che da Infantino ha ricevuto numerosi omaggi al merito (?!) sportivo e di portatore di pace nel mondo, oltre a medaglie d’oro e la replica (qualcuno sostiene trattarsi dell’originale) della coppa del mondo, collocata nello studio ovale, trova manifesta conferma nel messaggio notturno che arriva a seguito della sventagliata di critiche e di attacchi a Fifa e al suo presidente. Nulla è cambiato e qualcosa potrebbe mutare, Infantino ha capito che il mondo non è più totalmente dalla sua parte, chi lo conosce bene, dopo i trascorsi in Uefa, sa benissimo che il tipo non si ferma davanti a nessuno, se sceglie un percorso lo affronta ricorrendo a qualunque traiettoria possibile, cambia opinione a secondo delle esigenze e degli astanti, cerca amicizie e stringe alleanze con chi può decidere soluzioni importanti al suo progetto, alla sua scalata continua al potere, gode di immunità calcistica ma ha pendenze legali in Svizzera, quando la sua immagine compariva sul maxi schermo, durante i giochi mondiali, la reazione del pubblico, di ogni settore, partiva con i fischi, seguiva con cori di insulti mentre lui stesso, al centro della tribuna autorità, rispondeva con un accenno di sorriso. C’è chi dice che Donald Trump si sia portato avanti con il lavoro, ha scritto quelle parole pensando al proprio futuro, le elezioni presidenziali americane si terranno nel novembre del 2028, quelle della Fifa nella prossima primavera ma i tempi della politica si sono accorciati, Donald Infantino e Gianni Trump fanno gioco di squadra, si aggrappano al proprio ego illimitato, la loro amicizia data 2016, Infantino regalò a Trump, nello Studio Ovale, un cartellino giallo e uno rosso che il tycoon finse di usare contro i giornalisti. Nel 2020 Infantino partecipò a una cena organizzata dal Trump al Forum di Davos dove tenne un discorso elogiativo dello stesso Trump che, qualche mese dopo, lo invitò alla cerimonia per la firma degli Accordi di Abramo, con i quali Israele normalizzò le relazioni diplomatiche con Emirati Arabi Uniti, Marocco e Bahrein, con la mediazione dell’Egitto, considerati uno dei più importanti successi diplomatici di Trump. Infantino aveva assicurato che Fifa avrebbe costruito impianti sportivi nella striscia di Gaza, quindi, per seguire Trump in un viaggio in Medio Oriente, aveva disertato il congresso Fifa in Paraguay provocando la protesta dei delegati Uefa che avevano abbandonato la riunione. Tutto prevedibile, tutto previsto, tutto è accaduto, molto potrebbe accadere.

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