Domina in Italia ma va male in Europa: l’Inter campione d’Italia ha vissuto una stagione a due facce al primo anno di Chivu in panchina. Perché se la superiorità mostrata in campionato culminata con la conquista dello scudetto, è stata netta e indiscutibile. Il cammino in Europa, terminato ai playoff di Champions, certifica una brusca inversione di tendenza rispetto alla scorsa stagione, quando l’Inter era rimasta in corsa su tutti i fronti fino all’ultimo. La clamorosa eliminazione contro il Bodo-Glimt ha rappresentato un vero e proprio campanello d’allarme, che ha fatto sorgere alcuni interrogativi. Cosa è mancato per competere in Champions e soprattutto cosa potrà accadere nelle stagioni a venire?
Il gap con i top club europei
Negli anni con Simone Inzaghi, l’Inter aveva trovato un'importante dimensione europea. Oltre alle due finali di Champions, sotto la guida del tecnico piacentino, i nerazzurri avevano sempre affrontato senza timori i grandi club, compiendo anche delle grandi imprese contro Bayern Monaco e Barcellona. Nulla di questo è accaduto quest’anno con la squadra di Chivu sempre sconfitta non appena il livello si è alzato contro Atletico Madrid, Arsenal e Liverpool. Al netto di qualche episodio controverso, la differenza è parsa piuttosto evidente al punto da rivalutare in maniera accentuata il lavoro precedente compiuto da Inzaghi. Ma cosa manca all’Inter rispetto ai top club europei? Di sicuro la forza economica delle squadre inglesi, Psg e Bayern Monaco, oltre che Real Madrid e Barcellona, rende impossibile fare concorrenza sul mercato a queste compagini. Questo però è un problema che riguarda anche le altre italiane. D’altro canto va considerato come il calo di alcuni giocatori ormai sul viale del tramonto come Acerbi e Mkhitaryan e la forma altalenante durante la stagione di altri, tra cui Barella e Thuram, ha per forza di cose abbassato il livello delle prestazioni europee dei nerazzurri. Per cui accelerare la rivoluzione, lasciata a metà la scorsa estate, può quanto meno velocizzare il percorso di crescita di Lautaro Martinez e compagni.
Testa solo sul campionato
La stagione scorsa, che ha visto l’Inter, in corsa su tutti i fronti fino alla fine, salvo poi restare a bocca asciutta, è stata un vero choc non solo per i tifosi ma anche e soprattutto per la squadra. Il mantra di Inzaghi “Proviamo a vincere tutto” si è rivelato alla fine un clamoroso harakiri, visto come sono andate le cose. Proprio per questo non stupisce il fatto che Chivu abbia voluto concentrare fisiche e mentali sul campionato, calibrando il turnover in questo senso. Alla fine la scelta di puntare sull’obiettivo più alla portata si è rivelata almeno redditizia. Dopo lo scudetto sfumato all’ultima giornata a vantaggio del Napoli, tornare sul trono d’Italia è stato il toccasana migliore per un gruppo uscito a pezzi dal finale della scorsa stagione. Perché puntare a vincere tutto può diventare un rischio troppo grande, tra infortuni e turnover obbligato, soprattutto quando le seconde linee non sono al livello dei titolari. Giocoforza arrivare ad un punto della stagione e scegliere un obiettivo, diventa una scelta naturale senza se e senza ma. Un po’ come avvenne nel 2023, quando con un campionato dominato dal Napoli, l’Inter di Inzaghi si concentrò solo sulla Champions, arrivando fino alla finale di Istanbul.
Insomma con uno scudetto in più, non è detto che l’anno prossimo l’Inter compia la scelta inversa, prediligendo il cammino europeo. A quel punto non potremo che fare considerazioni diverse sulla competitività smarrita dei nerazzurri in Europa.