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Calcio

Mancio-bis, 1200 giorni dopo. Dove eravamo rimasti?

Il ct al secondo debutto in azzurro tra voglia di farsi perdonare il tradimento e l’obiettivo di raggiungere la finale di Nations league. “Pio e Kean insieme? Si può fare”. E incorona Romano: “Sa fare tutto”

Italy's head coach Roberto Mancini (R) with Italy's goalkeeper Gianluigi Donnarumma during a press conference on the eve of the UEFA Nations League match between Italy and Belgium. at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 24 September 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

Dove eravamo rimasti? A 1195 giorni fa, il 18 giugno 2023 quando a Enschede (Olanda) l’Italia batteva i padroni di casa nella finalina per il terzo posto di quell’edizione di Nations League. Roberto Mancini rimette in moto - nell’Olimpico di Roma che evoca i bellissimi ricordi dell’Europeo vinto nel 2021 ma anche buona parte della sua carriera nella Lazio - il suo motore azzurro dopo lo strappo del Ferragosto successivo a quella gara e lo fa nello stesso torneo con un avversario storicamente a noi favorevole: il Belgio. Un’eterna promessa del calcio europeo e mondiale mai sbocciata pienamente nonostante i tanti campioni messi in vetrina che vanta una tradizione negativa con gli azzurri: appena tre vittorie in ventisei e l’ultima risalente ormai all’amichevole del 13 novembre 2015. «Come Mancini ripartiamo da zero, sarà una gara difficile ma vogliamo vincere contro l’Italia e dominare il gioco», così il nuovo ct Van Bommel.

L’Italia riparte dopo la notte di Zenica («ho faticato a riprendermi da quella botta, è stata un’estate lunga», la considerazione di capitan Donnarumma, «ma ora bisogna guardare avanti», ha detto Mancini). Al terzo tentativo di rinascita dalle ceneri della mancata (e reiterata) partecipazione al Mondiale, la Nazionale chiamata ad una nuova rivoluzione riprende la marcia alla ricerca di una sua identità. Ci attende un girone di ferro: le altre avversarie sono la temibile Francia del nuovo corso targato Zidane e la Turchia neopromossa in Lega A della competizione guidata da Montella. E già da stasera inizia la costruzione dell’Italia che dovrà risollevarsi dall’ignobile 15° posto della classifica Fifa (nona europea). Il torneo vale tanto anche per i sorteggi Uefa (il 6 dicembre a Belfast quelli dei gironi europei e le teste di serie saranno le prime tre classificate di ogni girone della Lega A) e per il mondiale, visto che crollare ancora oltre la Top 20 sarebbe umiliante non solo per l’immagine. «Vogliamo arrivare primi o secondi in Nations League, non sarà facile ma ci proveremo», il grido di battaglia del Mancio.

Che vuol chiudere la sua nuova prima settimana da ct in maniera perfetta: «Risentire l’inno dal campo sarà emozionante, per riconquistare la gente bisogna cercare di giocare bene da subito, è vero che non abbiamo avuto molto tempo per preparare questa partita ma credo che sia l’unica medicina per far sì che i tifosi ci vengano dietro». Una nazionale giovane e multietnica («spero che tutti abbiano una pressione positiva, il livello si alza ma i ragazzi giovani devono sbagliare per migliorare») e un debutto atteso a centrocampo, quel Romano scaricato troppo presto dalla Roma ed esploso ora a Cagliari. Sarà titolare insieme agli esperti Barella e Tonali, diversissimi per caratteristiche dalla coppia Jorginho-Verratti che fece le fortune della prima era azzurra del Mancio. «Romano è un calciatore molto bravo, vede il gioco, gioca di prima e sa fare tutto a metà campo. Claudio (Ranieri, l’advisor azzurro, ndr) lo aveva avuto alla Roma e lo conosce bene, sarà importante per il futuro della Nazionale». Sarà un 4-3-3 con un paio di ballottaggi da risolvere e la possibile presenza di Pio Esposito e Kean davanti («Loro insieme? Si può fare»). Quasi 40mila i biglietti venduti, previsto un momento di ricordo per Baresi e un minuto di raccoglimento per Mazzola.

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