Un ragazzino rispolvera il corto muso di Allegri. Favasuli entra nella ripresa e cambia il Napoli che si prende tre punti meritati dopo l’allarme rosso dei tre ko di fila. Max respira: «Contava vincere e va bene così ma ci sono molte cose da migliorare. In compenso ho visto la rabbia che è mancata nelle ultime gare». Il tremore iniziale ha svegliato gli azzurri: subito in gol Theate su azione da fermo, c’è fuorigioco sia pure di poco ma pur sempre off-side e allora la squadra di Allegri inizia a osare con la fase offensiva, puntando sulle sgasate di Vergara a sinistra, sulla fase di rifinitura affidata a De Bruyne avendo confermato il doppio play nell’accoppiata Lobotka-Gilmour. Pessina (lui in campo e non Skorupski presentatosi in ritardo all’allenamento di rifinitura) viene graziato prima da Gilmour dalla distanza e poi da Hojlund con una deviazione acrobatica, il Bologna fa densità a centrocampo affidandosi alle iniziative di Bernardeschi e Cambiaghi per innescare Piccoli. Il Napoli comanda il gioco (si fa per dire) ma il suo possesso è sterile, frammentario e con troppe amnesie, il gioco è lento, manca d’intensità.
Max cambia gli esterni dopo l’intervallo, la vincerà così: Lang regala spunti interessanti. Più di lui Favasuli, il ragazzino pescato dal Catanzaro che a destra si mette a fare tutta la differenza del mondo, sfondando a ripetizione, permettendosi dribbling e tunnel ma soprattutto ispirando il vantaggio napoletano, firmato da Lobotka con un tap-in sul primo palo. Ecco l’intensità e la velocità che mancavano, garantite da un terzino che ieri Allegri ha trasformato in ala. Fa seguito un costante martellare dalle parti di Pessina, graziato più volte, segno che c’è da lavorare in fase offensiva, di più dovrà fare Tedesco per risollevare i rossoblù troppo passivi, al tiro una sola volta all’86′. No, il Bologna non c’è proprio.
