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Calcio

Malagò, investitura azzurra e incassa la fiducia della A

Prima volta a Coverciano. Il n°1 Figc ha incontrato l’Italia alla vigilia della Nations League. Sul caso ineleggibilità, il presidente della Lega di A Simonelli esce allo scoperto: “Siamo al suo fianco”

Giovanni Malagò FIGC in occasione del convegno della Lega “ a tua difesa, verso la finanziaria 2027”. Roma, Martedì 08 Settembre 2026 (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Giovanni Malagò FIGC on the occasion of the League conference "In your defense, towards the 2027 budget". Rome, Tuesday, September 08 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Quasi senza volerlo, ma per semplice dovere d’ufficio, Giovanni Malagò ha ricevuto ieri l’investitura ufficiale da presidente del calcio italiano con la prima visita a Coverciano e il vertice con la Nazionale che sta per inaugurare la stagione dell’ennesima rifondazione firmata dal ct Roberto Mancini (fase due). Mentre a Roma e dintorni si continua a discutere del famoso voto della giunta del Coni a proposito del difetto di eleggibilità (mancato tesseramento federale che non gli è stato segnalato dagli uffici, ndr), Malagò ha tagliato il nastro del club Italia in compagnia di Diana Bianchedi, capo-delegazione, anche lei finita sotto la lente d’ingrandimento dell’Anac in qualità di vice-presidente vicario del Coni. Su quest’ultimo tema Malagò ha subito fatto chiarezza («Ho l’impressione che ci sia un po’ di confusione: non ci sono analogie») prima di passare al resoconto dell’incontro con gli azzurri. «Ho messo loro una pressione allegra», il cuore del discorso che vuol dire anche aver fatto appello «al senso di responsabilità» e toccato il nervo scoperto della competizione ricordando «i successi ottenuti dagli altri sport». «L’Italia ci guarda, va meritata la fiducia che ci viene data e che non può diventare infinita» la frase rivolta agli azzurri che cominciano venerdì la loro avventura in Nations league con la sfida all’Olimpico di Roma contro il Belgio. Benedetta anche la scelta del ct di puntare, come si capisce dalle prime convocazioni, su una Nazionale multietnica. «È un dato di fatto inequivocabile» il giudizio di Malagò che ha colto l’occasione per annunciare un piano di investimenti destinato al centro tecnico di Coverciano («vogliamo che sia sempre più un’eccellenza del calcio italiano e un punto di riferimento non solo del nostro Paese»).

Sul piano squisitamente politico-calcistico, poi, la visita di Malagò a Coverciano è stata preceduta da una impegnativa dichiarazione del presidente della Lega serie A Ezio Simonelli con la quale ha riconfermato «il pieno appoggio delle sue società nei confronti del presidente eletto». «La serie A, con il voto di 19 club su 20, ha individuato in Giovanni Malagò la persona giusta per rilanciare il calcio italiano, seguita poi dal sostegno di altre componenti. Per questo ribadisco la posizione nostra al fianco di Malagò» la dichiarazione che non è un semplice endorsement ma la conferma della tenuta della maggioranza elettorale del 22 giugno messa in discussione da qualcuno per via del distinguo fatto da Simonelli a proposito del sostegno all’Uefa e della rottura del dialogo con la Fifa di Infantino, amico personale di Simonelli.

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