Adesso è arrivata anche l’ufficialità, la Juventus entra in regime di settlement agreement dopo le violazioni delle norme relative al Fair Play Finanziario. Nello specifico il club bianconero è stata multato dalla Uefa per la mancata osservanza del principio di rapporti tra ricavi e costo squadra nelle ultime tre stagioni con una multa da 20 milioni di cui 6 incondizionati (quota certa della sanzione) e altri 14 condizionati, cioè legati al raggiungimento o meno di determinati obiettivi concordati con la Uefa. Inoltre ci saranno limitazioni sportive legate alla lista Uefa, in particolare la necessità di presentare ad agosto una lista per l’Europa League dal costo complessivo — tra stipendi, ammortamenti e altri oneri — inferiore almeno di un euro rispetto a quella depositata lo scorso febbraio.
Come noto, tra il 2022-23 e il 2024-25, il club bianconero ha riportato un rosso aggregato di 381 milioni: per aver sforato il tetto massimo di 60 milioni di perdite nel triennio (la cosiddetta “football earnings rule”). D’altra parte, in quel periodo di monitoraggio ricadeva l’annus horribilis 2023-24, quello con l’esclusione dalle coppe e il conseguente deficit di 199 milioni.
La limitazione alla rosa non rappresenta un impedimento alle strategie bianconere. La scadenza del contratto di Vlahovic alleggerisce già i conti di circa 40 milioni, tra ingaggio e ammortamento. Tra l’addio del serbo e altre operazioni in uscita, la Juve prevede di abbassare ulteriormente il livello dei costi nel 2026-27, tra il 5% e il 10% rispetto ai livelli attuali. L’a.d. Carnevali, inoltre, potrebbe pensare di cedere quei giocatori che hanno un valore di carico a bilancio molto inferiore a quello di mercato come Thuram, Cambiaso, Kalulu, Gatti, Miretti. Il piano è di ottenere 100 milioni di proventi dal player trading, in modo da compensare i mancati premi Champions e di sostenere la campagna acquisti.
Il percorso concordato impone alla Juve di raggiungere la piena conformità entro la fine del periodo di settlement agreement, prendendo in considerazione gli esercizi finanziari chiusi nel 2026, 2027 e 2028. In pratica dovrà dimostrare nei prossimi anni un progressivo miglioramento dei propri conti, fino al completo rientro nei limiti previsti dal regolamento. “Il potenziale pagamento di ulteriori importi ‘conditional’, pari al massimo a 14 milioni di euro”, scrive la Juve in una nota, è una possibilità “solo in caso di mancato rispetto dei parametri economici definiti con UEFA per l’esercizio in corso e per i prossimi 2 esercizi. La società stima – allo stato attuale – di poter rispettare con adeguato margine tali parametri e, pertanto, di non dover sostenere tali oneri in futuro”. Sono state sanzionate anche Aston Villa, Chelsea, Newcastle, Nottingham Forest, Nizza, Strasburgo, AEK Atene, Fiorentina e Fenerbahçe. Al club viola è stata comminata un'ammenda pari a 6 milioni di euro.