Inter-Roma, poi il resto. Strana, pazza partita quella di San Siro, lo strapotere dei campioni ribalta risultato e gioco, quando segnano terzini, centrocampisti e attaccanti non c’è altro da scrivere, questa è la forza totale del gruppo di Chivu. Coppia di testa, dunque.
Ogni volta che Malen va in gol mi torna alla mente una valutazione di un astuto dirigente juventino: «Non è un centravanti». Da ciò si dovrebbe dedurre che per la stessa volpe bianconera siano centravanti Mollo Muani o l’improbabile tedesco Woltemade ma il mondo del football è bello perché è vario e avariato, a Torino non lo hanno ancora capito, il futuro è preoccupante se non provvederanno a svoltare a livello disciplinare anche con l’allenatore (stucchevole il suo dopo partita con l’inviato di Sky). Invece a Roma ha avuto ragione Gasperini che, prima ha evitato di finire alle dipendenze di Comolli, uno dei tanti francesi miracolati da Elkann, quindi ha voluto fortissimamente l’olandese che sta alla Roma come Paz al Como e Lautaro o Thuram all’Inter. Le chiacchiere stanno a zero in altri siti tipo Milan e Juventus, in testa la comitiva fila spavalda che è un piacere, il Como resta in scia, contro il Parma ha sbloccato il risultato su idea di Paz e colpo di Jacobo Ramon, spagnolo ventunenne pagato 2 milioni e mezzo, a conferma che sul lago sono molto più furbi dei dissipatori di Milano e Torino. La Roma ha fatto lo stretto necessario contro il Toro, ribadendo il primato della classifica. Ps: la legge Orsato ha avuto qualche modifica in corsa, gli arbitri sono tornati a fischiare parecchio, tengono famiglia anche loro.
