Un passo avanti, due indietro. I fischi scroscianti dello Stadium ed i tifosi che lasciano i propri posti già ad un quarto d’ora dal triplice fischio sono prova provata della prestazione disastrosa dell’undici di Spalletti nel big match della settima giornata di Serie A. Dopo la vittoria sofferta col Celta Vigo, ecco una pesante battuta d’arresto contro la lanciatissima Lazio di Gennaro Gattuso, che domina per lunghi tratti e si porta a casa tre punti pesanti.
A consentire ai biancocelesti di tornare in testa a pari punti con l’Inter l’incornata di Provstgaard sul cross preciso di Zaccagni del primo tempo, la gran rete di Isaksen, che approfitta di un errore di Celik ed il contropiede micidiale di Dele-Bashiru nel finale. Più che il punteggio a far imbufalire i tifosi della Vecchia Signora è la mancanza di carattere di una Juve troppo brutta per essere vera.
Provstgaard porta avanti la Lazio
La Juventus di Spalletti prova a doppiare la vittoria in Europa League tra le mura amiche ma di fronte ha una delle compagini più in forma del momento, la sorprendente Lazio di Gattuso. L’approccio alla gara dei capitolini è subito molto pugnace, con i biancocelesti che attaccano a testa bassa nei primi minuti. La Juve ci mette un po’ ad imbastire azioni offensive degne di questo nome ma. nonostante i ritmi molto alti, di occasioni da gol nemmeno l’ombra. I bianconeri gestiscono bene il pallone ma per vedere Mandas impegnato bisogna attendere il 25’, quando Kolo Muani è lesto nel ribadire in fondo al sacco la conclusione di Nico Gonzales respinta dalla difesa. La gioia dell’avanti francese dura il tempo necessario al Var per verificare la sua posizione di fuorigioco. Quattro minuti dopo, non male lo schema su calcio di punizione che si sviluppa ancora sull’asse Gonzales-Kolo Muani ma, stavolta, il francese è in leggero ritardo.
Al 34’ errore madornale di Sutalo, che regala un gran pallone a McKennie ma si rifà pochi secondi dopo, fermando Kolo Muani prima che possa tirare in porta. La svolta arriva nel momento migliore dei bianconeri: Zaccagni mette un cross teso in mezzo tra Bremer e Lucumì ma il più veloce e preciso nello stacco è Oliver Provstgaard, che non lascia speranza a Vicario. Gli ultimi minuti prima dell’intervallo vedono l’undici dello squalificato Spalletti rovesciato in avanti alla ricerca del pareggio ma il più grosso pericolo lo crea al 45’ Nuno Tavares. Dopo che Isaksen scippa a Sarr il pallone, lancio preciso per il portoghese che non ci pensa due volte a tirare in porta: la sfera viene deviata da Bremer quanto basta perché colpisca in pieno la traversa.
Isaksen e Dele-Bashiru affossano la Juve
Durante l’intervallo, Spalletti richiama in panchina un evanescente Alajbegovic per dare un tempo a Woltemade e ricomporre la coppia di centravanti che aveva convinto nella gara contro il Celta Vigo. La Juventus continua con il solito giro palla insistito ma l’undici di Gattuso è messo in campo benissimo. Atmosfera contrastante allo Stadium, con metà stadio in silenzio per lo sciopero del tifo e l’altra metà che prova a sostenere i propri beniamini. I bianconeri ci mettono dieci minuti per creare la prima palla gol: Kolo Muani si libera alla grande di Sutalo ed apparecchia un ottimo cross per Woltemade, che è un po’ sfortunato, visto che il suo piattone finisce fuori di un niente. Un minuto dopo è ancora l’ex Psg a superare il difensore croato e fornire un buon pallone a Nico Gonzales: preciso il suo stop al volo, molto meno la sua conclusione, nettamente fuori. La risposta della Lazio arriva al 57, quando ci vuole una spericolata scivolata di Bremer per evitare che il cross di Taylor dalla trequarti diventi un ghiottissimo assist per gli avanti laziali.
La Juve ha il merito di provarci con insistenza ma l’undici di Gattuso rimane attento in difesa e pronto a colpire in ripartenza. Ad essere fatale ai padroni di casa è il lancio di Nuno Tavares che lancia Isaksen: il danese scarta Celik, si sposta la palla sul sinistro e mette il pallone sul palo lungo, dove Vicario non arriva. Spalletti corre ai ripari lanciando nella mischia Conceiçao e Zhegrova al posto di Douglas Luiz e Nico Gonzalez: Gattuso risponde inserendo Dele-Bashiru e Pinamonti al posto di Taylor e di Noslin. Invece della reazione d’orgoglio dei bianconeri, la Lazio controlla la gara, risultando sempre pericolosa in contropiede. L’unica, vera occasione per i padroni di casa arriva all’82’, quando Woltemade fa un bel movimento, fornendo un gran pallone in mezzo per Kolo Muani: il francese, però, non tiene basso il colpo di testa. Gol sbagliato, gol preso: Dele-Bashiru è libero di puntare la porta, scartare secco Bremer e trovare lo spiraglio tra il palo e Vicario col destro. Finale sottolineato dalle bordate di fischi degli inferociti tifosi juventini: che inizino le polemiche.
Il tabellino
JUVENTUS (3-4-2-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumì; McKennie, Sarr (87’ Boga), Douglas Luiz (67’ Conceiçao), Celik (74’ Cambiaso); Nico Gonzalez (67’ Zhegrova), Alajbegovic (45’ Woltemade); Kolo Muani. All. Luciano Spalletti
LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard, Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor (69’ Dele-Bashiru); Isaksen (Lazzari), Noslin (69’ Pinamonti), Zaccagni (84’ Pedraza). All. Gennaro Gattuso
Marcatori: 36’ Provstgaard (L), 65’ Isaksen (L), 89’ Dele-Bashiru (L)
Ammoniti: 41’ Taylor (L), 48’ Zaccagni (L)
Arbitro: Davide Massa (Imperia)
