A cosa corrisponde un’ammenda da 10 mila euro? A un buffetto, a un avvertimento o peggio ancora a un provvedimento che sottovaluta la portata dell’evento? Da ieri pomeriggio il dibattito è aperto dopo la pubblicazione del bollettino del giudice sportivo Mastrandrea che ha «punito» la Juve con 10 mila euro di ammenda per l’atteggiamento di una parte dei tifosi durante il minuto di raccoglimento per Sandro Mazzola. Quali sono stati i motivi che hanno determinato un provvedimento così lieve? Almeno due: primo, «la tempestiva, formale presa di posizione della società; secondo «la dissociazione del resto del pubblico presente allo stadio». Non solo, nello specifico, i protagonisti del fattaccio, sono descritti come «un numero esiguo in percentuale ai sostenitori assiepati nel settore». Il dottor Mastrandrea è una sorta di notaio: le sue sanzioni discendono esclusivamente dal resoconto dei protagonisti, ha il dovere di valutare le attenuanti e in questo caso sono state considerate consistenti. Ma il punto finale è un altro: che ricaduta avrà questo provvedimento sul resto della tifoseria italiana? Di sicuro non rappresenterà un monito. Allora l’obiezione finale è un’altra: tocca al giudice sportivo educare le curve italiane? La risposta è certamente no. Tocca a chi? Ai club, innanzitutto, ai media che purtroppo sono stati ormai messi in un cantuccio dalla tossicità dei social.

Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.