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Pause per bere (e fare spot), poco spettacolo e battutacce di Infantino: cosa non va ai Mondiali

Il torneo di calcio più importante del mondo è iniziato da poco ma non mancano le polemiche. Una di queste è la forzature delle regole in nome del business

Pause per bere (e fare spot), poco spettacolo e battutacce di Infantino: cosa non va ai Mondiali
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"Il cooling break (la pausa per combattere il caldo, ndr) ai Mondiali è fatto solo per tv e i loro sponsor". A dirlo è Jurgen Klopp, uno che nel mondo del calcio qualcosa ha fatto e tutto si può dire meno che non se ne intenda. Presentata come una misura a favore dei giocatori contro il caldo eccessivo, per l'allenatore tedesco è solo "una gabbia dorata costruita per gli sponsor". Si può essere d'accordo o meno con questo giudizio sprezzante, ma di certo non è l'unica stranezza su questi Mondiali a 48 squadre, in cui sono previste, in tutto, 104 partite. Il troppo stroppia, recita un antico adagio. Certo, se fossero tutte belle partite non ci sarebbe che da essere contenti, ma lo spettacolo visto sino ad ora non è stato così esaltante. Siamo appena all'inizio quindi è possibile benissimo che quello del 2026 verrà ricordato come il Mondiale più bello e spettacolare della storia. I bilanci, giustamente, li stileremo alla fine.

Altra stranezza di questi Mondiali, i Paesi ospitanti. Quest'anno sono tre: Canada, Stati Uniti e Messico. Il trend è quello di ampliare il numero. Nel 2030, infatti, la Coppa del mondo verrà giocata in ben sei Paesi diversi, pensate un po': Spagna, Portogallo, Marocco, Argentina, Uruguay e Paraguay. Un allargamento che, nei piani di chi governa la Fifa, mira a rendere tutto più gigantesco e spettacolare. Però si perde di vista, in questo modo, che in passato è sempre stato bello e stimolante associare il Mondiale a un Paese, fissandolo nella memoria per gli aspetti sociali, culturali e alimentari oltre che per le prodezze calcistiche. Quando un Mondiale si giocherà in sei Paesi, a chi verrà associato?

Un'ultima annotazione, cui accennavamo prima. Questo torneo non è stato, sino ad ora, particolarmente scintillante. Il caldo e gli orari d'inizio di alcune gare incidono sicuramente. Vedremo se dopo i gironi, con gli scontri diretti (fuori o dentro) le emozioni aumenteranno. È probabile di sì. Lo scopriremo.

Deprecabile la battuta di Gianni Infantino, presidente della Fifa, che dopo la partita inaugurale, accennando alla possibilità di ampliare ulteriormente il numero di partecipanti da 48 a 64 squadre tra una risatina e un'altra ha detto che è necessario analizzare le prestazioni del formato attuale prima di decidere. Ed ha lanciato una velenosa frecciatina all'Italia, ironizzando sull'assenza degli azzurri: "Forse l'Italia si qualificherà con 64 squadre. Chissà, magari con 208". Libero di fare le battute che preferisce, Infantino, ma ironizzare su un'esclusione che ha ferito e ferisce un intero popolo di appassionati di calcio e poi vedere certi spettacoli penosi in campo (con talune nazionali che giocano alla viva il parroco), non è molto spiritoso né intelligente. Ma contento lui...

Un'altra novità che sicuramente non ci piace è in programma per la finale dei Mondiali, prevista il 19 luglio a New York. Durante l'intervallo tra il primo e il secondo tempo assisteremo a un grande show diretto da Chris Martin, leader dei Coldplay, che vedrà la partecipazione di Madonna, Shakira e la boy-band Bts. Mezz'ora circa di canzoni, balletti ed effetti speciali (tipo quelli della finale di Super Bowl). Per mitigare le polemiche sulla scelta, dettata esclusivamente da motivi economici (fare uno show nello show e vendere più spot tv possibili), si è deciso di raccogliere fondi per il Fifa Global Citizen Education Fund: l'obiettivo è raccogliere 100 milioni di dollari per aiutare l'istruzione ai bambini in tutto il mondo. Bella iniziativa, chapeau. E va bene abbinare lo show al calcio.

Ma si possono tenere i giocatori nello spogliatoio il doppio del tempo perché in campo ci sono dei cantanti? Accettereste di andare al concerto del vostro cantante preferito e poi, a metà esibizione, aspettare mezz'ora per assistere a una partita di qualunque disciplina sportiva?

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