Uno strappo talmente forte, e forse definitivo, che pur non avendo annunciato nessun addio alla Nazionale portoghese, la maglia numero 7 indossata da Cristiano Ronaldo ormai dal lontano 2007, quasi 20 anni, è già diventata di Rafael Leao come riportato dal sito dell’Uefa. La vicenda si inserisce nei fatti avvenuti nelle ultime ore con l’abbandono del ritiro da parte di CR7 a seguito degli attriti (eufemistico) con l’allenatore Jorge Jesus.
La numero 7 cambia “proprietario”
Di fatto, la gara tra Portogallo e Galles dello scorso 24 settembre potrebbe essere stata l’ultima con la maglia della Nazionale di uno dei calciatori più forti della storia. A Ronaldo non è andata giù la panchina, per 90 minuti e oltre, nella partita contro la Norvegia in Nations League. Anche se il ct ha provato a gettare acqua sul fuoco, lo stesso aveva anche detto che nella gara contro la Danimarca il titolare sarebbe stato nuovamente Goncalo Ramos, dunque CR7 di nuovo in panchina.
Lo sfogo di Ronaldo sui social
Per uno come lui, abituato a essere protagonista anche a 41 anni, deve essere stato troppo pesante avere questo tipo di trattamento, ossia non giocare da titolare o, peggio, non subentrare nemmeno a gara in corso. A quel punto, nonostante i tentativi di convincimento a rimanere da parte di alcuni compagni e anche da parte del presidente federale, Cristiano ha pensato bene di salire sul suo jet privato e arrivederci a tutti.
Certamente Jorge Jesus non manca di personalità. “Nessuno mi farà cambiare idea sulla formazione. Decido io chi gioca. Se avrò bisogno di lui per mezz’ora giocherà, altrimenti resterà in panchina”, ha spiegato ai giornalisti che gli hanno domandato di Ronaldo. Dopo lo strappo, sui social, CR7 ha poi fatto l’in bocca al lupo ai suoi compagni spiegando che parlerà a tempo debito. “Dopo la conferenza stampa dell’allenatore della squadra nazionale e dopo una conversazione con il Presidente della Federazione Calcistica Portoghese, ho deciso di lasciare il campo della squadra nazionale. A tempo debito, dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la squadra nazionale, a cui mi sono sempre dedicato. Ora è il momento di augurare buona fortuna a Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni”.
Il rischio di una lunga squalifica
L’uomo che non accetta il passare del tempo ma, soprattutto, come in questo caso, non essere più lui l’unico protagonista rischia una lunga e pesante squalifica. Nessuno può dimenticare le 234 presenze con 146 reti ma le decisioni le prende il commissario tecnico senza se e senza ma. Il Regolamento della Federcalcio portoghese (Fpf) parla chiaro: un calciatore che abbandona allenamento o partita (in questo caso proprio il ritiro) senza una giustificazione può essere squalificato per un periodo compreso tra uno e sei mesi oltre alla multa.
L’addio definitivo?
Se dall’altra parte dell’Oceano gli argentini si preparano all’addio di Lionel Messi in pompa magna e con una maglia ad hoc, l’addio di Ronaldo potrebbe non avere lo stesso epilogo come da indiscrezioni del quotidiano O Jogo secondo cui Ronaldo non tornerà più a indossare la maglia della sua Nazionale a seguito di questa vicenda.
Già il fatto che la numero 7 abbia cambiato proprietario la dice lunga: Ronaldo la indossava dalla stagione 2007/2008 dopo l’addio di Luis Figo. Un numero “sacro” che ha portato con sé anche nei club in cui ha giocato fino a diventare un marchio (CR7) famoso in tutto il mondo.
Le reazioni social
Nonostante lo sgarbo contro allenatore e compagni, molti dei follower si schierano dalla parte di Ronaldo: l’account Instagram della Nazionale portoghese, dopo le ultime vicende, ha perso circa 400mila follower. “Non seguivamo il Portogallo, seguivamo Cristiano Ronaldo”, ha scritto un tifosissimo di CR7.
