Non c’è pace per la Figc e l’Italia di Mancini. Il nuovo colpo di scena arriva all’ora di cena: Diana Bianchedi lascia dopo nemmeno due mesi l’incarico di capodelegazione della Nazionale azzurra di calcio. Le dichiarazioni forti arrivate da Milano del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi accendono la miccia in un clima già teso per il possibile commissariamento della Federcalcio riguardo all’elezione di Malagò che non era candidabile - secondo lo statuto Figc - perchè non tesserato. Un’ipotesi tra l’altro confermata dai pareri legali richiesti dal Coni. «I vicepresidenti del Coni (Di Paola e la stessa Bianchedi, ndr) hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta. Quel ruolo è stato affidato loro nell’ambito di un rapporto fiduciario», l’attacco di Abodi. Il riferimento è ad alcuni attriti nella Giunta Coni di martedì scorso quando i vicepresidenti avrebbero espresso parere negativo sulla proposta di commissariamento della FederPesi da parte del presidente Buonfiglio, votando poi a favore.
Le parole giungono a Coverciano nel ritiro azzurro e in serata la decisione della Bianchedi di dimettersi. Con la risposta ad Abodi in un comunicato: «Ho grande rispetto del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente - così l’ex campionessa di scherma -. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche». Ora la Bianchedi sarà libera di votare regolarmente nella Giunta di martedì o mercoledì prossimo per decidere il commissariamento della Figc e di Malagò: altre polemiche sono già dietro l’angolo.
Ieri la Figc aveva inviato all’Uefa i dossier delle sedi ritenute idonee a proseguire il processo di candidatura per ospitare le gare di Euro 2032: sono 13 città e 14 stadi (Roma ne ha due).
