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Calcio

La Fifa snobba le critiche europee e va avanti sui privati nei Mondiali

Le 55 federazioni europee compatte contro Infantino. Anche la Concacaf frena e si mette di traverso ma la Fifa tira dritto

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Il progetto di “privatizzazione” dei Mondiali fortemente voluto da Gianni Infantino sarà osteggiato con forza dall’Uefa, che non intende arretrare di un millimetro nella sua battaglia contro la Fifa. La confederazione europea, che con le sue 55 nazionali rappresenta da sola poco più del 26% del totale delle federazioni (211) che confluiscono all’interno del massimo organismo del calcio mondiale, è disposta a boicottare ogni genere di manifestazione sportiva come forma estrema di protesta contro il disegno del presidente, alla ricerca di un ampio consenso per ottenere una riconferma nel suo ruolo in vista delle prossime elezioni in programma il 18 marzo 2027.

Le posizioni

Le 55 federazioni rientranti all’interno dell’Uefa rappresentano un fronte compatto contro il progetto di Infantino, e si dicono intenzionate a non prendere più parte a nessuna delle prossime competizioni della Fifa qualora il progetto non venisse abbandonato. E le altre confederazioni? Anche la Concacaf, che raduna le federazioni di Nord America, Centro America e Caraibi (41 in totale) si è apertamente schierata contro la privatizzazione dei Mondiali: ciò significa che, con 96 federazioni in forte opposizione alla Fifa, si raggiungerebbe una percentuale del 45,50% di oppositori. Al momento si sono pronunciate anche la Confederazione calcistica asiatica (AFC), che per ora si è limitata a lamentarsi del fatto che il progetto è stato reso pubblico prima di consultare tutte le sue 46 federazioni, e la Confederazione calcistica africana (CAF), la quale ha invitato le sue 54 federazioni ad analizzare con attenzione il piano della Fifa prima di pronunciarsi. Tutto tace sul fronte della Conmebol (le 10 federazioni del Calcio sudamericano), che non si è ancora schierata apertamente.

Fronte compatto

“La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio", ha dichiarato l’Uefa in un duro comunicato contro il progetto, “è stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente, nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita”. Le 55 federazioni sono compatte e pronte a boicottare ogni torneo o manifestazione sportiva targata Fifa.

“È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport”, prosegue la nota, “non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa come custode del calcio mondiale”. L’Uefa punta il dito contro il massimo organismo del calcio mondiale, reo di aver posto le federazioni “di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una ‘decisione democratica’, ma un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale”.

Il progetto

L’obiettivo di Infantino è quello di creare una nuova società commerciale, la FIFA Forward Enterprise (FFE), valutata circa 20 miliardi di dollari, in cui far confluire i diritti commerciali, le sponsorizzazioni e la gestione dei tornei. Il presidente prevede di cedere una quota di minoranza del 20% a investitori privati esterni, guidati dal fondo americano Thrive Eternal di Joshua Kushner, per raccogliere 4,2 miliardi di dollari in cambio di fondi più alti alle federazioni.

FFE dovrebbe quindi accentrare su di sé le attività commerciali e di marketing connesse agli eventi di punta della federazione internazionale, come i Mondiali e la Coppa del Mondo per Club, con la Fifa che conserverebbe una quota di maggioranza per detenerne il controllo. Infantino cerca di tentare le confederazioni mondiali con la promessa di moltiplicare i ricavi, intanto avverte: il progetto sarà presentato a breve a tutte le federazioni che confluiscono nella Fifa, ma saranno solo i 37 membri del Consiglio a decidere se approvare o meno la proposta.

Nel frattempo il presidente ha fissato una deadline: le federazioni hanno tempo fino al prossimo 19 settembre per decidere se accettare. Per attrarre consensi, Infantino ha messo sul piatto un’offerta da 40 milioni di dollari a chi offrirà il suo consenso: la prima tranche da 20 milioni arriverà subito come pagamento unico derivante dalla vendita delle quote ai privati, la seconda sarà distribuita all’interno del normale ciclo di investimenti “Fifa Forward” per il periodo 2027-2030.

Infantino fa spallucce

Il presidente della Fifa, il cui intento è chiaramente quello di depotenziare l’Uefa, decentralizzando il calcio mondiale, non ha mostrato particolare interesse all’opposizione di due delle confederazioni più numerose, e di quella che, inevitabilmente, è la più importante a livello globale visto il successo e la ricchezza che produce. Basti pensare che La Fifa concluderà il suo quadriennio, Mondiali e Coppa del Mondo per Club inclusi, con un incasso di circa 13 miliardi di dollari, mentre l’Uefa ha dichiarato che l’annata 2024/2025 da sola ha prodotto introiti per 5 miliardi di dollari. Le posizioni di forza sono evidenti, così come i risultati della competizione mondiale appena conclusa, con tre nazionali europee (la Spagna campione, la Francia e l’Inghilterra) e una sudamericana (l’Argentina) in semifinale.

Le critiche ricevute nelle scorse ore non hanno avuto l’effetto desiderato, e la Fifa va avanti come un treno per concretizzare il suo progetto. “Il processo di consultazione che avevamo pianificato è stato interrotto da informazioni inaccurate diffuse dai media”,si legge in un comunicato ufficiale della federazione internazionale. “Continueremo comunque questa consultazione affinché ogni federazione membro possa prendere una decisione basata su fatti verificati”, prosegue la nota, “nessuno sta svendendo il calcio. È qualcosa che la Fifa non prenderebbe mai in considerazione.

L’opposizione di Uefa e Concacaf non pare agitare in modo particolare il presidente: “Rispettiamo i commenti e le preoccupazioni che sono stati resi pubblici e ribadiamo il nostro impegno ad avviare una consultazione aperta e democratica”, si legge in conclusione.

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