È tutto pronto. Smaltite le vacanze, liquidate le ultime amichevoli, restano in piedi alcune pratiche di calcio mercato ma parte il campionato. Eccolo, anzi eccoli, eccitati, euforici, arruffapopolo, i narratori del football, radio, televisioni, social, professionisti, influencer, zatteranti, hanno il vocabolario sulla scrivania o il taccuino in tasca con tutti i particolari di cronaca, nomi, cognomi, dati anagrafici, varie ed eventuali.
Si incomincia: il braccetto, i quinti, la quattro, la tre, l’esterno alto,
l’esterno basso, la costruzione dal basso, la preventiva, la seconda palla, la palla scoperta, la riaggressione in avanti, l’elastico, il mismatch, l’inerzia, la ripartenza, la transizione offensiva, la transizione difensiva, la diagonale, l’ampiezza, il chelan, il box to box, il coast to coast, lo step on foot, lo shot, lo shoot, il clean sheet, l’hydration break, il cooling break, gli expected goals, la sottopunta, lo scarico, la catena, la touche, il blocco basso, l’extra-time, il terzo uomo, il quarto uomo, l’ultimo uomo, il castello, la sala giochi, la posizionale, la maledetta, la vecchietta, il velo, la sciabolata, il corto muso, il dai e vai, il cucchiaio, il tiro a giro,
il piede a martello, il piede invertito, il coccodrillo, l’on field review, il silent check, il saot, il var, il vor, l’avar, il ro, il dogso, la goal technology, la refcam, il penalty, il corner, il cross, l’off side, l’hat-trick, il top scorer, il tap in, il treble, il triplete, la remontada, il falso nueve, la manita, la ola, la ruleta, la chilena, l’estirada, la vaselina, il sombrero, la rabona, la trivela, il miedo escenico, il tiki-taka, la garra, il kiricocho. Vamos, come on, allez. È il brutto della diretta. A Voi studio.
