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Rosso diretto

Pronto Lissone, c’è nessuno?

L’arbitro al centro e il Var a supporto solo in emergenza. Un salto indietro di dieci anni

Svolta in Serie A: i tifosi vedranno il Var sui maxischermi

Rivoluzione. È la parola più adatta a rappresentare il nuovo momento arbitrale, con Daniele Orsato come designatore al posto di Rocchi. Da un estremo all’altro con tante novità, alcune ben riuscite come l’aumento del tempo effettivo, il combattere le interruzioni e il tentativo di rendere il calcio più divertente, moderno e meno pesante. Si vede il tentativo - apprezzabile - di cambiare e portare un’aria nuova. Siamo passati dal consulto Var per qualsiasi sciocchezza, all’assenza di Var perenne. Due giornate, venti partite, nessuna on field review e zero calci di rigore concessi. L’arbitro al centro e il Var a supporto solo in emergenza. Un salto indietro di dieci anni. Di sicuro aiuterà a crescere arbitri meno titubanti e speranzosi di un aiuto dall’alto. Ma in queste prime due giornate, ci sono stati diversi casi che avrebbero avuto bisogno di un urlo da Lissone. Alla prima giornata il contestatissimo e decisivo gol di De Bruyne in Genoa-Napoli, il mani di Vlasic in Torino-Milan. Nella seconda, il disastro in tre atti di Collu in Fiorentina-Frosinone. Silenzio totale da Lissone. La linea è chiara e condivisibile.

Urge però ricordarsi e ricordare che nel calcio non ci sono interpretazioni, ma un regolamento chiaro in cui i contatti sono ammessi, ma i falli no. E spingere da dietro chi ha preso posizione ed è in possesso del pallone, si trova nel regolamento del giuoco del calcio alla regola 12 «falli e scorrettezze». Il ridimensionamento dello sfrenato Var di Rocchi era, oltreché giusto, necessario. Ora sta a Orsato trovare un equilibrio per evitare il far west. Ed una nuova rivoluzione.

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