Era nell'aria, ma forse questa decisione è arrivata in un momento inaspettato dopo che le acque sembravano essersi calmate: Xabi Alonso da ieri sera non è più l'allenatore del Real Madrid. «Di comune accordo», secondo il comunicato del club spagnolo; in realtà da settimane le voci su un cambio alla guida tecnica dei blancos si rincorrevano, con il basco nel mirino.
Il ribaltone si è verificato il giorno dopo la sconfitta del Real Madrid in finale di Supercoppa di Spagna, un ko tutto sommato onorevole (2-3) contro i 'nemici' del Barcellona; una partita affrontata con la difesa per metà infortunata e con Mbappé a mezzo servizio. Insomma, ci sarebbero potute stare persino delle giustificazioni per non aver vinto il primo trofeo stagionale in Spagna, nella Liga poi il Real è secondo a 4 punti dal Barça e in Champions è tra le prime 8, ma evidentemente dopo un confronto con la squadra e la dirigenza Xabi Alonso ha detto basta. Al suo posto come traghettatore è stato chiamato Alvaro Arbeloa dal Castilla, la squadra giovanile.
Naufraga comunque l'idea di un Madrid 'giochista', trascinato da un allenatore giovane e in rampa di lancio a livello europeo, specie dopo i trionfi con il Bayer Leverkusen.
Xabi Alonso paga un mercato estivo scadente e i rapporti non idilliaci con i pesi massimi dello spogliatoio, a cominciare da quel Vinicius che da quando è andato via il padre putativo Ancelotti, che comunque ha ritrovato nella nazionale brasiliana, ha iniziato a dare segni pubblici di nervosismo. E chissà che i blancos non rimpiangano di aver lasciato andar via così a cuor leggero Carletto.